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FIRENZE RIBELLE

Nostalgia di Terzani

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 258, Gennaio 2024, pagina 10

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Rubrica: FIRENZE RIBELLE | Autore: Riccardo Michelucci

Quanto ci servirebbe oggi la sua voce libera, forte, autorevole. Le sue cronache sincere e cariche di empatia per le vittime. Dopo aver attraversato con il suo taccuino e la sua macchina fotografica alcuni dei principali eventi mondiali del Secondo dopoguerra, Tiziano Terzani fece appena in tempo a vedere l'inizio della cosiddetta "guerra al terrorismo" scoppiata dopo l'11 settembre. A denunciarne le menzogne, le nefandezze, le ipocrisie. A comprendere che stava iniziando anche lo smantellamento dei pilastri del diritto internazionale, un processo che ha assunto una forma compiuta dopo il 7 ottobre, con la mattanza di civili a Gaza.

Nato nel rione popolare di Monticelli, figlio di una sarta e di un operaio comunista, Terzani era riuscito a diventare uno dei più grandi reporter del XX secolo, abituato a ricercare la verità con ostinazione, ad approfondire minuziosamente le proprie fonti, a osservare la storia mentre stava per compiersi, interrogandosi sui fatti con grande sensibilità e profondità spirituale. Nel 2002, quando scoprì di avere un tumore all'intestino, colse la malattia come un'opportunità invece che come una sciagura, e nel libro "Un altro giro di giostra" raccontò le tappe della sua odissea terapeutica e spirituale, alla ricerca di una guarigione non solo fisica. Riuscì a farlo restando uno straordinario reporter.

La sua è stata una lezione umana, prima ancora che giornalistica, che ci ha insegnato una virtù che nel mondo occidentale è sempre più rara: la necessità di recuperare il senso della misura, saper guardare alle cose come sorelle e non soltanto come a semplici oggetti di possesso.

Pagina 10 del numero 258 Uscito sul numero 258 (Gennaio 2024), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero