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Archivio › Fuori Binario n. 257 · Dicembre 2023 › pagina 6

DAL BASSO

Il mutualismo necessario

Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 257, Dicembre 2023, pagina 6

!Dal Basso

Rubrica: DAL BASSO | Autore: Lorenzo Guadagnucci

Del "mercato" non ci fidiamo più: l'aiuto reciproco è il fattore comune dell'azione sociale e politica di tante realtà diverse.

Che cosa lega una cooperativa finanziaria come Mag Firenze e l'Assemblea di Valle del Falterona, la Comunità delle Piagge e il giornale di strada che state leggendo, gli operai del Collettivo di fabbrica Gkn e la rete contadina Genuino clandestino e un'associazione come Sheep Italia? Probabilmente più di una cosa, ma ce n'è una, in particolare, che merita d'essere messa a fuoco, come comune terreno d'elezione e di impegno. È il mutualismo, concetto nobile e antico, in passato e per lungo tempo concreta pratica di emancipazione per le classi subalterne. Era l'epoca del primo capitalismo, quando si fondavano cooperative di produzione e di consumo, banche autogestite, società di mutuo soccorso e case del popolo. La cura, la previdenza, la sussistenza si garantivano così: nell'aiuto reciproco.

È passato un secolo e tutto è cambiato: lo stato sociale ha via via assorbito le strutture preesistenti, ma poi è cominciata l'opera di demolizione, a forza di privatizzazioni e fiducia smisurata nel mercato. Ora il mutualismo sta tornando d'attualità, come espressione concreta di vita e di lavoro, e anche – forse – come anticipazione di un altro modello di società.

È dentro questa cornice che i soggetti citati all'inizio si sono ritrovati qualche settimana fa alla Comunità delle Piagge, durante la Festa del microcredito, a ragionare di sé, delle prospettive proprie e generali, insomma del nuovo mutualismo. Il quale è una gran cosa, ma corre il rischio d'essere strumentalizzato per tappare alla meglio le falle create dall'espansione del mercato (nella sanità, nella scuola, nelle attività di cura) a danno dello stato sociale.

Non c'è spazio, dunque, per narrazioni idilliache o eccessive illusioni, ma per una seria riflessione su di sé e sul momento che attraversiamo. E così Alessandro, il prete della Comunità delle Piagge, parla del mutualismo come "necessità" e come modo di fare "comunità", indicando poi una prospettiva che si snoda attorno ad alcuni concetti salienti: de-istituzionalizzare; autogestione; trasformazione ossia liberazione e infine "dissolvenza", quindi riuscire a non essere più necessari, come soggetto, perché il contesto attorno è davvero cambiato.

L'altro Alessandro, del Collettivo Gkn, ricorda le pratiche sperimentate in fabbrica: l'aiuto reciproco come forma di sostegno esistenziale; i prestiti vitali di Mag Firenze; l'esperienza fondativa dei "solidali". Emiliano racconta dei campi incolti riportati in attività nell'Alta Valle del Falterona da un gruppo di famiglie "all'epoca del green pass", un modo per sostenersi e rilanciare una sfida collettiva di fronte a una forma di esclusione sociale.

Maddalena, per Genuino clandestino, propone una filosofia d'azione che ruota attorno alle nozioni di "bien vivir", semplicità e capacità d'ascolto, e Saverio racconta il soccorso ma anche le occasioni di crescita offerte da Sheep Italia nella sua lotta contro la solitudine e il disagio sociale e psichico. Per Cristiano, che dirige Fuori Binario, il mutualismo è una pratica sia interna sia esterna, nello sforzo d'essere lievito di cambiamento in un mondo nel quale giustizia, eguaglianza, convivialità arretrano paurosamente.

Diceva Petr Kropotkin, scienziato e pensatore anarchico, che il mutuo aiuto – e non la competizione – è motore di progresso per le comunità umane, l'architrave per la sopravvivenza e il benessere individuale e collettivo. Il mutualismo, insomma, è dentro di noi, e fa – deve fare – parte del nostro futuro.

Pagina 6 del numero 257 Uscito sul numero 257 (Dicembre 2023), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero