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INTERSEXIONI

Identità alias e privacy

Daria Campriani · Fuori Binario n. 253, Estate 2023, pagina 12

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Rubrica: Intersexioni | Autore: Daria Campriani

Quando una persona affronta un percorso di transizione si apre un periodo in cui, per effetto della terapia, i caratteri sessuali desiderati si sviluppano, mentre il nome legale resta quello attribuito alla nascita. Il nome e il sesso legale possono essere cambiati soltanto in forza di una sentenza del tribunale civile, per ottenere la quale occorre spesso molto tempo. Questo fatto comporta vari disagi per la persona trans, che si trova a vivere nel genere che sente come proprio, ma che non è ancora legalmente riconosciuta.

Il Comune ha l'obbligo di gestire i dati anagrafici della sua popolazione, ma anche quello di non violare la privacy delle persone trans e proteggere quindi la loro incolumità. Perché è vero che, in base alla legge, il nome e il sesso della persona devono corrispondere, ma se il Comune produce un documento con il nome legale non modificato senza autorizzazione del soggetto, viola la sua privacy e mette a rischio la sua incolumità. Secondo la normativa europea e il codice della privacy, per produrre un documento che rivela ad estranei la condizione clinica della persona è necessario il consenso scritto della persona stessa.

Il Comune può ricorrere ad uno strumento chiamato "identità alias". Ogni volta che il Comune deve produrre un documento in cui la legge non richiede che sia indicato il nome legale, può indicare il nome scelto dalla persona trans, nascondendo nei propri database quello risultante dall'atto di nascita. La nuova identità alias accompagnerà la persona nel percorso fino alla sentenza che le attribuirà il nuovo nome scelto.

Pagina 12 del numero 253 Uscito sul numero 253 (Estate 2023), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero