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Archivio › Fuori Binario n. 252 · Giugno 2023 › pagina 6

DIRITTI

Nosotras, camminare insieme

Isabella Mancini · Fuori Binario n. 252, Giugno 2023, pagina 6

!Diritti

Rubrica: Diritti | Autore: Isabella Mancini

Nata 25 anni fa a Firenze, l'associazione di donne italiane e migranti continua il suo percorso per l'autodeterminazione e la realizzazione dei diritti di tutte

Firenze 2023. Sono passati 25 anni dal momento in cui un paio di decine di donne, native (italiane, n.d.a.) e migranti, hanno deciso di creare un luogo, fisico, prima di tutto, che fosse pensato da loro e per loro. Lo hanno deciso a Firenze, mentre l'Est Europa ridefiniva i suoi confini, le normative nazionali cercavano di portare il paese da essere luogo da cui emigrare a posto in cui si poteva addirittura decidere di costruire il proprio futuro. Erano gli anni in coda al percorso di rinascita di una riflessione politica internazionale sul femminismo grazie allo stimolo delle Conferenze mondiali sulle Donne di Pechino (1995) e New York (2005).

È allora che a Firenze nasce Nosotras, associazione di promozione sociale, e contemporaneamente, in tutta Italia, sorgono realtà dove far crescere una coscienza collettiva e politica ed elaborare una nuova identità femminile partendo dalla solidarietà della sorellanza: Alma Mater a Torino, No.Di a Roma, Donne Straniere, Cesdi a Livorno, Donne in Movimento a Pisa, le API a Pistoia, Donne del Mondo di Modena, Trama di Terre a Imola, solo per citare quelle che hanno in comune un altro tratto, quello dell'interculturalità.

In questo quarto di secolo come Nosotras abbiamo cercato di applicare lo Statuto creando spazi di comunicazione tra donne di diverse provenienze (ed oggi possiamo aggiungere a quelle culturali anche quelle di classe, età, diversa abilità, genere) in cui promuovere la nostra autodeterminazione valorizzando le soggettività delle donne immigrate e native e promuovendo iniziative per assicurare nel nostro paese l'applicazione dei nostri diritti civili politici e sociali. Fin dal 1998 abbiamo inserito il contrasto alla violenza di genere e contro le donne come violazione dei diritti umani e l'opposizione alla guerra nelle tracce delle nostre relazioni politiche e quotidiane.

Non è stato facile per le donne di Nosotras portare addosso i segni delle stigmatizzazioni razziali e allo stesso tempo costruirsi quella corazza necessaria a passare attraverso gli sguardi di chi, da una posizione di privilegio, non si è mai interrogato realmente su cosa significhi e significasse opporsi allo sfruttamento in prima persona sentendo ogni parola sul proprio corpo come graffio, ogni rifiuto di essere ascoltate come un'onta, ogni allontanamento dai consessi politici e istituzionali come una sconfitta personale.

In un articolo scritto da Mercedes Lourdes Frias, allora alla guida della nostra associazione, nel 2001, dal titolo "Migranti e native: la sfida del camminare insieme" Frias tornava a ripercorrere i motivi delle migrazioni, il quadro politico di quegli anni di movimentismo importante (l'esperienza del World Social Forum ha consentito di prendere consapevolezza dell'attivismo politico e sociale esistente e radicale di tanta parte del mondo dal Kenya, all'India al Brasile, solo per citare alcune delle nazioni che ospitarono tra il 2002 e il 2008 il WSF) e di nuovo movimento femminista. Così come ricordava come nei sogni delle bambine che erano state non c'era l'emigrazione ma c'era lo studio, la carriera, la famiglia, inquadrava anche la complessità di un mercato del lavoro che determinava l'espulsione delle donne e delle donne migranti relegandole ad una sola attività, quella della cura alle persone anziane.

A ventidue anni da quel testo possiamo dire, dati alla mano, che niente è cambiato, se non in peggio.

Come associazione ci vogliamo interrogare sui nostri limiti e su quello che ancora possiamo dare al mondo delle donne che non si sentono incluse nel contesto sociale dove si trovano a vivere, ma allo stesso tempo vogliamo richiamare a leggere gli effetti di una assenza di risposte anche da quella parte di politica che ha abdicato ai propri principi e valori costituenti (democrazia, solidarietà, affermazione dei diritti, etc).

Il tema della cittadinanza è e sarà cruciale: è la condizione che determina inclusione o esclusione sociale, esistere o meno. Perché solo in un contesto in cui le donne abbiano piena cittadinanza i meccanismi di sessismo e razzismo possono considerarsi sconfitti. Finché ci saranno delle scale che collocano le differenze di genere, fenotipiche o religiose secondo una struttura verticistica (in cima alla scala di genere c'è l'uomo, a quella etnica il bianco e a quella religiosa il cristiano) proseguiremo il nostro lavoro.

Il 30 giugno abbiamo organizzato un incontro proprio per mettere questi puntini sulle "i" e tessere nuove alleanze, perché ci aspettiamo che la strada sarà molto in salita.

Donne e Immigrazione. Passato, presente e futuro di una comunità di prassi al femminile. 30 giugno 2023, Sala Wanda Pasquini e Semiottagono, Piazza Madonna della Neve 6 e 8 - Firenze. Convegno, dalle 9 alle 13. Esposizione, musica e danza dalle 16.

Pagina 6 del numero 252 Uscito sul numero 252 (Giugno 2023), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero