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ATTUALITÀ

Le crisi dimenticate

Beatrice Montini · Fuori Binario n. 251, Maggio 2023, pagina 5

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Rubrica: Attualità | Autore: Beatrice Montini

Nel mondo almeno 59 guerre in corso, libertà violate, repressioni, apartheid. Questo emerge dall'ultimo rapporto sui diritti umani di Amnesty International

L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha dato luogo a numerosi crimini di guerra, ha generato una crisi energetica globale, ha provocato sfollamenti di massa, insicurezza alimentare ed energetica a livello globale e ha riacceso la paura di una guerra nucleare. La risposta occidentale è stata rapida: sanzioni economiche contro Mosca, assistenza militare a Kyiv e un'indagine sui crimini di guerra avviata dalla Corte penale internazionale. Ma c'è un "ma". Tutto questo ha messo in evidenza il profondo contrasto con la debole risposta dello stesso Occidente verso le massicce violazioni dei diritti umani in altri conflitti (dimenticati) come quelli in Etiopia e Myanmar. Senza contare l'indifferenza per quanto sta avvenendo in Palestina, Siria, Afghanistan, Libia, Tunisia, Arabia Saudita, Egitto, Haiti, Burkina Faso. Solo per citare alcune delle crisi in atto.

A fare il punto della situazione è il "Rapporto 2022-2023. La situazione dei diritti umani nel mondo" di Amnesty International.

Tra le crisi dimenticate c'è senza dubbio la Palestina. Per i palestinesi della Cisgiordania occupata il 2022 è stato uno degli anni più mortali: sono stati 151 i palestinesi uccisi dalle forze israeliane, tra i quali decine di minorenni. Intanto il governo israeliano ha in programma una grande espansione degli insediamenti illegali e - invece di chiedere la fine del sistema israeliano di apartheid - molti Stati occidentali hanno scelto di attaccare i promotori di tale richiesta.

Anche per quanto riguarda il trattamento dei profughi di guerra, il doppio standard è un dato di fatto che abbiamo tutti davanti agli occhi. Se gli Stati Ue (Italia compresa) hanno aperto le frontiere alle persone in fuga dall'Ucraina (dimostrando di essere tranquillamente in grado di ricevere grandi numeri di persone in cerca di salvezza), molti di quegli stessi Stati hanno respinto chi fuggiva dalla guerra e dalla repressione in Siria, Afghanistan e Libia.

Se tutti noi conosciamo perfettamente la repressione dei dissidenti e la negazione della libertà di informazione in atto nella Russia di Putin, non altrettanto possiamo dire di quanto accade in Australia, India, Indonesia, Sri Lanka e anche nel Regno Unito, dove le autorità hanno introdotto nuove leggi per limitare le manifestazioni. Mentre le forze di sicurezza del Perù, a dicembre, hanno usato la forza brutale contro nativi e campesinos, per stroncare le proteste seguite alla crisi politica scaturita dalla deposizione dell'ex presidente Castillo. Giornalisti, difensori dei diritti umani e oppositori politici hanno subito repressione anche in altri stati, tra i quali Zimbabwe e Mozambico.

E ancora. La crisi economica ha fatto sì che il 97% della popolazione dell'Afghanistan viva in povertà. Ad Haiti oltre il 40% della popolazione è in una situazione di acuta insicurezza alimentare. Mentre le condizioni meteorologiche estreme, aggravate dal rapido aumento delle temperature del pianeta, hanno portato fame e malattie in diversi stati dell'Asia meridionale e dell'Africa subsahariana.

Sono solo alcuni dati per non dimenticare che, a parte quella in Ucraina, al momento sono almeno 59 le guerre in corso nel mondo.

Pagina 5 del numero 251 Uscito sul numero 251 (Maggio 2023), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero