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DIRITTI
Resistenza Casa
È il nome dello sportello solidale: offre supporto a chi è sotto sfratto ed esige risposte dalla politica
Beatrice Montini · Fuori Binario n. 248, Febbraio 2023, pagina 3
Secondo gli ultimi dati dal Tribunale a Firenze escono più di 50 convalide di sfratto a settimana. Il 98% per morosità. "Nell'area metropolitana fiorentina i numeri sono devastanti, con 15mila famiglie a rischio. Cinquemila sono già sotto sfratto, le altre impiegano il 50% del reddito per pagare l'affitto", aveva spiegato alcuni mesi fa Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia.
Di fronte a una cosiddetta "emergenza casa" che ormai non possiamo più definire "emergenza" ma un dato di fatto cronicizzato (e irrisolto), si aggiungono anche numeri difficili da comprendere: solo a Firenze sono oltre 700 gli alloggi Erp (cioè di edilizia popolare) non assegnati. Vuoti. E in tutta la Toscana sono circa 3.600. "Quando, ad esempio, un inquilino anziano muore - ci spiega Duccio Vignoli dello Sportello solidale Resistenza casa - l'alloggio da lui occupato viene subito sigillato e non riassegnato. La difficoltà, ci dicono, sia quella della mancanza di fondi per la ristrutturazione. Ma almeno per le case più nuove, basterebbe una sistemata, un'imbiancatura e invece così il problema diventa sempre più grande, perché col passare del tempo la situazione in un appartamento chiuso e disabitato non può che peggiorare. E tutto questo di fronte a un numero sempre crescente, purtroppo, di famiglie che non sono più in grado di pagare l'affitto".
Secondo Sunia e Cgil l'emergenza abitativa in Toscana è diffusa su tutto il territorio ed è, ovviamente aggravata dalla crisi economica degli ultimi anni. Sempre secondo le analisi, dagli anni Ottanta, in tutta Italia, le richieste di sfratto sono aumentate del 111%, di cui il 136% per morosità e gli sfratti eseguiti sono cresciuti quasi del 50%. "Lo stato di precarietà lavorativa ed economica delle famiglie toscane in affitto - spiegano - unito alla difficoltà di canoni sempre troppo alti rispetto alla minore capacità di reddito (circa il 49% dello stipendio va nel canone) e alla insufficiente disponibilità di abitazioni di edilizia pubblica, ha portato a 175mila il numero delle famiglie in crisi abitativa in Toscana: il 30% sono lavoratori dipendenti, il 15% cittadini che lavorano irregolarmente e il 23% commercianti/partite iva".
Lo sanno bene i volontari dello Sportello solidale Resistenza casa che ha aperto diverse sedi a Firenze e provincia. "Sono sportelli inizialmente di ascolto delle diverse storie delle persone che, per lo più, si rivolgono a noi per sfratti legati a morosità incolpevole, dovuta alla perdita del lavoro, o a difficoltà economiche di vario genere e quindi all'impossibilità di pagare l'affitto. In sintesi facciamo un'opera di indirizzamento e di informazione sul da farsi perché non sono persone che potremmo definire 'nate povere' ma che si trovano adesso in questa situazione".
Il primo passo - ci spiega ancora Duccio Vignoli - è quello di iniziare il percorso istituzionale, rivolgendosi all'assistente sociale e all'Ufficio Case del Comune e quindi avviare l'iter per il riconoscimento della morosità incolpevole ed eventualmente accedere ai fondi che vengono dati per dare respiro alle famiglie colpite.
Poi se lo sfratto è in atto inizia anche l'appoggio di un gruppo solidale di persone a cui partecipano associazioni e movimenti (dallo Sportello al Movimento di lotta per la casa a Via del Leone, etc). Il gruppo solidale il giorno previsto per lo sfratto non lascia la famiglia da sola. "Si tratta di persone - continua Duccio - a cui il Comune non ha dato ancora risposta o che hanno bisogno di più tempo. Se allo sfratto è presente la forza pubblica cerchiamo di essere presenti in diversi in modo che il rapporto di forza sia sbilanciato verso la famiglia e sia possibile un'azione di mediazione tra l'avvocato che rappresenta i proprietari e l'agente giudiziario. Anche perché - sottolinea - le famiglie sotto sfratto vogliono lasciare l'abitazione e il nostro intervento serve solo a garantire che ci sia un passaggio da tetto a tetto e non finiscano invece in strada."
Un obiettivo non sempre facile da raggiungere anche perché, spesso, quando si tratta di nuclei familiari sotto sfratto magari con figli minori, accade che il Comune fornisca come alternativa di passaggio dei luoghi dove la madre e i figli minori vengono divisi dal padre e da eventuali figli maschi maggiori. "Questo perché gli appartamenti disponibili sono quasi sempre delle case protette dei centri antiviolenza per le donne. Insomma - conclude Vignoli - visto che non ci sono stati investimenti specifici su questo tema, si sta semplicemente tirando la coperta che è sempre più corta. Per questo chiediamo da tempo a Comune e Casa spa un censimento degli immobili sfitti disponibili. Le possibilità sono diverse, prima fra tutte quella dell'autorecupero. Prima del Covid era stata presentata anche una mozione in Consiglio comunale ma poi si è fermato tutto".
Per contattare lo sportello: tel/whatsapp 340 5795928 · resistenzacasa@gmail.com · Facebook ResistenzaCasa
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Uscito sul numero 248 (Febbraio 2023), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
