Archivio › Fuori Binario n. 248 · Febbraio 2023 › pagina 6
ATTUALITÀ
No ai CPR in Toscana
"Centri di permanenza per il rimpatrio": prigioni per migranti. L'appello promosso dall'ASGI contro una nuova apertura
Jacopo Stefani · Fuori Binario n. 248, Febbraio 2023, pagina 6
Oltre 40 Associazioni, fra le quali Periferie al centro-Fuori Binario, hanno firmato un appello in risposta alle dichiarazioni del Prefetto Valenti e del sindaco di Firenze, Dario Nardella, durante la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, in merito ad una possibile apertura di un Centro di Permanenza e Rimpatrio (CPR) in Toscana.
Come si può leggere sul sito del promotore dell'appello, l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), "Le ragioni contro l'idea di istituire un nuovo CPR in Italia sono innumerevoli e nel corso degli anni si è accumulata una vasta gamma di rapporti, libri, documentari e studi di vario genere che confermano il pesante impatto negativo sulla vita e sui diritti delle persone trattenute. [...] dalla legge Turco-Napolitano del 1998 ad oggi, i CPR sono diventati teatro di profonda sofferenza, caratterizzati da sostanziali e innumerevoli violazioni di quei diritti inviolabili di cui all'art. 2 della Costituzione, del diritto alla difesa, del diritto alla salute, del diritto a una vita dignitosa, della libertà di comunicazione con l'esterno".
"L'entusiasmo del Sindaco Nardella verso l'apertura di un CPR in Toscana si trova inoltre in perfetta continuità con le istanze del Governo a guida Fratelli d'Italia, che nella bozza preliminare alla legge di bilancio pone le basi per l'allocazione di 42 milioni di euro dedicata all'ampliamento della rete dei CPR. Una continuità di intenti che ha origini a partire dal Ministero dell'Interno a guida Minniti, il quale chiedeva la realizzazione di un CPR per ogni regione, istanza ripresa da allora da ogni governo succeduto", prosegue l'appello, che riassume poi l'ampia e triste problematica di questo istituto giuridico.
Innanzitutto la scarsa trasparenza, legata alla gestione privata dei centri e a quanto vi accade all'interno. È con grandi difficoltà che nel corso degli anni si è riusciti a ottenere documenti e testimonianze che evidenziano una realtà indegna di uno Stato civile, con atti di autolesionismo e tentativi di suicidio che avvengono quotidianamente. Le morti all'interno dei CPR sono, ad oggi, più di trenta.
Il documento ricorda anche che il presupposto per essere trattenuto in un CPR non è la commissione di un reato, bensì la mancanza di un permesso di soggiorno, ai fini dell'esecuzione del rimpatrio qualora sia ragionevole ritenere che possa essere effettuato. Il trattenimento viene attuato anche nei confronti dei richiedenti protezione internazionale fino a un termine massimo di un anno di privazione della libertà personale, talvolta in maniera automatica. Non si tratta quindi di detenere criminali, ma persone in condizioni di mera irregolarità amministrativa. Peraltro più della metà delle persone che transitano dai CPR italiani viene rilasciata dopo mesi di trattenimento, rimanendo sul territorio in condizioni di marginalità sociale e forte disagio psichico, anche e soprattutto in conseguenza del trattenimento stesso.
Infine l'appello ricorda anche che non solamente la società civile si è espressa a denuncia delle gravi criticità del "sistema CPR": bisogna ricordare la Commissione De Mistura, voluta dal Ministro Amato nel 2006, nonché il lavoro della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani e del Garante Nazionale dei Diritti delle persone private della libertà personale, che da anni rimangono, purtroppo, inascoltati.
L'appello si conclude esprimendo 3 punti fondamentali: "Le associazioni firmatarie
1. Si oppongono fermamente alla realizzazione di un nuovo CPR in Toscana, chiedendo una netta e immediata inversione di tendenza sia a livello territoriale che a livello nazionale;
2. Esprimono incondizionata solidarietà a chi è rinchiuso nei CPR, alle loro famiglie e a quelle di chi, nel corso di ormai 25 anni di detenzione amministrativa, vi ha trovato la morte;
3. Denunciano la gravità della continua riproposizione di un modello incostituzionale basato sulla privazione della libertà personale che inevitabilmente e quotidianamente dimostra le sue pesanti ricadute sui diritti umani delle persone trattenute".
Per consultare l'elenco delle associazioni firmatarie e per aderire è possibile scaricare l'appello completo sul sito dell'ASGI: https://www.asgi.it/allontanamento-espulsione/oltre-40-associazioni-contro-lapertura-di-un-centro-di-detenzione-per-migranti-in-toscana/.
- migranti
- cpr
- detenzione amministrativa
- diritti umani
- appello
- toscana
- rimpatri
- associazionismo
Uscito sul numero 248 (Febbraio 2023), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
