Archivio › Fuori Binario n. 248 · Febbraio 2023 › pagina 8
MILLEFOGLIE
Il pioppo dell'Argingrosso
Valentina Nicastro · Fuori Binario n. 248, Febbraio 2023, pagina 8
C'è un pioppo in via dell'Argingrosso, a Firenze, che prende il nome da quell'argine costruito nel '500 per bonificare l'area. Prima d'allora il fiume Arno presentava un susseguirsi di pescaie e l'intera zona somigliava a una palude. Nel '300 la Repubblica Fiorentina ordinò lo smantellamento di tutte le pescaie a valle di Firenze fino a Capraia, con scarsi risultati.
Dal '400 la situazione si aggravò sia per le alluvioni che per le numerose pescaie abusive che avevano causato la ramificazione del fiume in una moltitudine di rigagnoli e laghetti: la "Piana di Legnaia" era diventata una palude. Re Teodorico decise la costruzione di uno sbarramento di pali in legno (detti steccaie), canali e ulteriori pescaie, per favorire la produzione agricola e la fertilizzazione dei campi, decisione che portò a un innalzamento dell'alveo del fiume.
Nel '500 con la costruzione dell'argine le cose cambiarono: l'area compresa tra l'Argingrosso e l'Arno, che fungeva da cassa d'espansione in caso di piene, come accadeva anche con le Cascine sulla riva opposta, venne lasciata incolta assumendo un aspetto di canneto e boscaglia che gli valse il nome "Bosco d'Arno" o "Bandita di Legnaia", in memoria di boschi molti più antichi, dove si era soliti cacciare.
La toponomastica ricorda il passato palustre di quell'area: Sardigna, via del Saletto, via dei Bassi, via Torcicoda, via dello Scalo, via delle Isole e, ovviamente, lo stesso nome del quartiere: l'Isolotto. Anche il pioppo porta nel suo tronco i segni di alcuni ferri, inglobati in un passato non troppo remoto.
- alberi
- ambiente
- storia
- firenze
- arno
- toponomastica
- isolotto
- paesaggio
Uscito sul numero 248 (Febbraio 2023), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
