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Archivio › Fuori Binario n. 248 · Febbraio 2023 › pagina 7

FIRENZE RIBELLE

Ieri in Italia, oggi in Ucraina

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 248, Febbraio 2023, pagina 7

Esattamente sessant'anni fa, quando la Fortezza da Basso ospitava ancora un carcere militare, vi venne rinchiuso un giovane lombardo che era destinato a cambiare per sempre la dinamica dei diritti civili nel nostro Paese. Giuseppe Gozzini aveva ricevuto la cartolina con l'ordine di presentarsi al Centro addestramento reclute di Pistoia, ma si era rifiutato di indossare la divisa militare. Irremovibile nella sua scelta, era stato portato in carcere in attesa del processo per disobbedienza continuata. In una lettera che scrisse dalla cella, spiegò che il servizio di leva contrastava con la sua coscienza di cattolico.

Non era la prima volta che un giovane italiano finiva in carcere per aver rifiutato il servizio militare ma fino ad allora gli obiettori di coscienza erano stati protestanti, Testimoni di Geova o anarchici. La scelta di Gozzini (al quale vennero inflitti sei mesi di carcere in base all'articolo 137 del Codice penale militare) pose il problema all'attenzione dell'opinione pubblica e innescò una grande campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza che sarebbe culminata nel 1972 con la promulgazione della legge 772. All'epoca presero le sue difese il sindaco La Pira, padre Balducci e don Milani, che anni dopo avrebbe diffuso la sua famosa lettera aperta ai cappellani militari e poi il suo libro più noto, L'obbedienza non è più una virtù.

La vicenda di Gozzini ricorda quella di Vitaliy Alekseienko, l'obiettore di coscienza ucraino che nei mesi scorsi è stato condannato a un anno di carcere per il suo rifiuto di andare a combattere. Dall'inizio della guerra in Ucraina, la Procura generale di Kiev ha avviato indagini penali a carico di circa un migliaio di obiettori di coscienza.

Pagina 7 del numero 248 Uscito sul numero 248 (Febbraio 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero