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Archivio › Fuori Binario n. 247 · Gennaio 2023 › pagina 8

IL RACCONTO

La ditta

I potenti, gli inclusi, gli esclusi e gli altri.

Fraska · Fuori Binario n. 247, Gennaio 2023, pagina 8

C'era una volta un paese. I signori di questo paese decisero di diventare una ditta. Il popolo fu diviso in dipendenti, clienti e disoccupati: in pratica in produttori ed inutili. Ovviamente la ditta aveva dei padroni. I clienti, in linea di massima, erano persone che si erano trasferite in altri paesi: compravano i servizi della ditta e cercavano di trasformare lo Stato in cui erano emigrati in un'altra ditta, trasferendoci i loro interessi. I dipendenti erano persone a cui necessitava denaro per la famiglia (o roba del genere, per sopravvivere) e che alla fine lavoravano tutta la vita per pagare i debiti dei padroni. I disoccupati erano emarginati che o non riuscivano ad accedere allo status di dipendente per vari motivi, o semplicemente si rifiutavano di lavorare per la ditta (a volte anche per protesta) e venivano eliminati progressivamente dai padroni, con metodi fantasiosi e subdoli.

Così i dipendenti odiavano i clienti ed erano arrabbiati con i disoccupati. I disoccupati compativano o invidiavano i dipendenti, a seconda dei casi, e odiavano i padroni. I clienti se ne fottevano di tutti (pur essendo fottuti). I padroni fottevano e basta.

I disoccupati morivano di stenti. I dipendenti morivano pieni di buoni intenti. I clienti morivano chiedendosi se erano contenti. I padroni non morivano mai.

Un giorno venne un bambino che non era figlio dei padroni e non voleva comprare nulla. I dipendenti dissero che era un fannullone e non lo vollero, e i disoccupati non lo riconobbero dei loro. Il bambino non aveva nulla e doveva vivere di elemosina, e la gente cominciò a chiamarlo "minoranza".

Da quel momento nacque, prendendo esigentemente coscienza, una maggioranza. La maggioranza chiese alla minoranza se avesse intenzione di fare opposizione, ma il fanciullo rispose, invece, che egli era solo frutto delle circostanze e che, nonostante abiurasse il sistema contemporaneo, non aveva alcun interesse in esso, proprio perché non ne faceva parte e nulla di tale sistema gli apparteneva (e del resto era il sistema stesso a non riconoscerlo). Il bambino chiedeva solo di esistere. La maggioranza si convinse che della minoranza poteva farne a meno, ma tuttavia concesse ai disoccupati di farne parte.

Il bambino, diventato ormai un ragazzo, decise di non fare parte di quella minoranza che lo aveva rifiutato in fasce, ma il paese si scandalizzò e chiamò il giovane "terrorista".

Da quel giorno non si ebbero solo padroni, clienti, dipendenti, disoccupati, produttori, servitori fedeli e terroristi, ma una società dove tutti obbedivano e dove tutti litigavano tra loro.

E litigando non si presero mai la briga di capire che facevano tutti parte della stessa ditta.

"Padre Nostro che sei nei Cieli, liberaci dal peccato e pagaci l'avvocato."

Pagina 8 del numero 247 Uscito sul numero 247 (Gennaio 2023), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero