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Archivio › Fuori Binario n. 246 · Dicembre 2022 › pagina 8

FIRENZE RIBELLE

Rolland, un pacifista controcorrente

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 246, Dicembre 2022, pagina 8

Nella primavera del 1911 anche Firenze celebrava il cinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia con una serie di iniziative nell'ambito dell'Esposizione universale. Niente faceva presagire che appena tre anni dopo l'Europa sarebbe caduta nel baratro della Grande guerra.

In quell'aprile arrivò in città il grande scrittore e drammaturgo Romain Rolland, da poco nominato direttore della sezione musicale dell'Istituto francese di piazza Ognissanti. Il suo rapporto con Firenze era iniziato alcuni anni prima, quando era diventato uno degli autori di maggior spicco della rivista culturale La Voce di Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini.

Rolland era uno dei pensatori più liberi dell'epoca, e come tale dava spesso fastidio. Non mancò di farsi sentire anche quando la guerra scoppiò, cercando di risvegliare le coscienze degli intellettuali europei, in particolare quelli tedeschi. Scrisse un manifesto pacifista destinato a entrare nella storia, Au-dessus de la mêlée (Al di sopra della mischia), nel quale accusava gli intellettuali europei di essere colpevoli di quanto stava accadendo, perché non si erano messi alla ricerca della verità ma avevano giustificato la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. I toni fortemente antimilitaristi del suo appello, inconsueti per l'epoca, sollevarono l'ira dei tedeschi e dei francesi, specie quando si spinse ad accusare il suo stesso Paese d'aver diffuso false notizie contro il nemico. Fu criticato, attaccato, in alcuni casi persino deriso, ma nel 1915 si prese una straordinaria rivincita, vincendo il premio Nobel per la letteratura per "aver dimostrato con lucidità e passione l'insensatezza delle atrocità belliche".

Convinto pacifista e antifascista, Rolland avrebbe dedicato il resto della sua vita a un credo umanitario di pace, adoperandosi per elaborare, soprattutto in campo teatrale, un'arte "per il popolo". Una lapide sulla facciata dell'hotel Berchielli, di fronte al Ponte Vecchio, ricorda la sua permanenza in città.

Pagina 8 del numero 246 Uscito sul numero 246 (Dicembre 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero