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Archivio › Fuori Binario n. 246 · Dicembre 2022 › pagina 9

IL RACCONTO

La città più bella del mondo

Moti interiori di un senza dimora

Fraska · Fuori Binario n. 246, Dicembre 2022, pagina 9

Piccioni beccano cemento in cerca di briciole mentre uomini si beccano briciole di cemento. Il cemento becca tutti. Tutti si beccano nella grottesca giostra della città più bella del mondo.

Al margine della strada Ale si guarda intorno, poi chiude la tenda in cui dorme all'angolo del giardino. Boia che notte! Un freddo maledetto nelle ossa che quasi viene da ringraziare l'effetto serra sennò era peggio, ma alle quattro di mattina l'umidità dell'Arno ti mangia l'anima anche se sei ateo - porco il duce!

Bisogna sbrigarsi a levare le tende: letteralmente, perché gli spazzini, dal comune, hanno avuto l'ordine di gettare via anche i sacchi a pelo di chi dorme per strada. C'è rischio, ad essere troppo leggeri, che buttino via anche te per sbaglio. Quindi tocca alzarsi presto per non passare da rifiuto. Tanto già ci trattano da rifiuti, che viene la voglia di buttarsi via da soli e in culo tutti quanti.

La sera prima un fiume di persone aveva attraversato la via: turisti, acquirenti, clienti, passanti e, di nascosto, anche una festa con musica e danze, lasciando Ale spossato e confuso. Ma niente paura! Sembra che ai piani alti si stiano muovendo svelti per evitare incidenti del genere. Il governo vieta questo tipo di assembramenti, anzi dà l'idea che stia per vietare ogni tipo di assembramento. Che ne sarà delle care file alle poste e del pigia pigia sugli autobus? Ale sorride dentro di sé, ma sa bene chi sarà colpito da questo provvedimento. Ha già perso il lavoro una volta per l'aver troppo scioperato con i suoi compagni, per essersi troppo esposto, ed ecco il risultato: una vacanza a tempo indeterminato nei giardini del centro!

Allora meglio levare via la tenda, levarsi proprio dai coglioni prima che qualcuno ti noti troppo. Ora i primi bar e le botteghe stanno aprendo. Si avverte il malcontento nell'aver avuto per vicino un ospite indesiderato, uno che la mattina non paga neanche il caffè e, se lo fa, pretende di andare al cesso, "il piccolo figlio di troia".

Meglio cacare altrove, oppure ovunque... questa città bellissima dà tanti spunti. La si potrebbe fare su dal piazzale Michelangelo fino alle Murate, o inondare il fiume e portare a giro il tutto gridando: "mi sono liberato!". La libertà è sempre una bella parola, anche quando passa per le budella.

Ci si potrebbe liberare sul Palazzo Vecchio e smerdare i turisti fino al Duomo o magari, chissà, Santa Maria Novella. O sul pretestuoso decoro che i cittadini bene si tengono stretti, chiudendo gli occhi ad ogni passo per non contraddirsi, senza buona fede.

Mentre Ale si riprende dai suoi sogni (e moti intestinali) si accorge, però, che ormai il camion dei rifiuti è passato e con esso i suoi pochi averi. Hanno lasciato solo la merda, in effetti.

"Beh!", riflette, "Questo è il prezzo per vivere nella città più bella del mondo!"

Pagina 9 del numero 246 Uscito sul numero 246 (Dicembre 2022), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero