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Archivio › Fuori Binario n. 246 · Dicembre 2022 › pagina 8

ATTUALITÀ

Laurearsi in carcere

Rinnovato l'accordo fra la Regione e gli atenei toscani. Più di quattrocento gli immatricolati nello scorso triennio.

Fuori Binario · Fuori Binario n. 246, Dicembre 2022, pagina 8

Studiare e laurearsi mentre si sta scontando la pena prevista dalla legge. Questa opportunità, avviata in Toscana da oltre vent'anni, si rinnova e si potenzia: è stato infatti firmato il nuovo accordo triennale per le attività del Polo Universitario Penitenziario della Toscana.

Grazie a questo patto potrà proseguire la collaborazione esistente tra la Regione, le Università toscane (Atenei di Firenze, Pisa, Siena e Università per stranieri di Siena), il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria e la Regione, che contribuirà con 120.000 euro.

In Toscana le persone detenute sono oltre 3.000, mentre altre 7.000 scontano la pena all'esterno del carcere. Ben diecimila potenziali studenti per le università toscane. Il trend di partecipazione è in costante crescita: nell'ultimo triennio, nonostante le limitazioni imposte dall'emergenza sanitaria, gli immatricolati sono stati oltre 400, con un record di 151 nell'anno accademico 2020-2021.

L'area degli studi di scienze politiche e umanistici e della formazione è la più richiesta, ma negli ultimi anni è cresciuta la presenza anche nelle discipline economiche e nelle scienze naturali, fisiche e matematiche. Complessivamente nell'ultimo triennio gli studenti hanno sostenuto quasi 850 esami (record di 259 nel 2021) mentre 15 sono stati i laureati, 6 a Firenze e Siena e 3 a Pisa.

L'esperienza dell'Università per i detenuti è partita a Firenze nel 2000, poi nel 2003 si è allargata Pisa e Siena. Nel 2010 le tre Università si sono consorziate, con il supporto della Regione. Infine nell'ottobre 2017 è stato firmato per la prima volta l'Accordo di Collaborazione tra il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, la Regione Toscana e le Università.

Tra le novità dell'accordo, l'impegno a promuovere la creazione di sale studio e luoghi funzionali ai colloqui con gli studenti negli istituti, e ancora l'impegno a sviluppare un polo bibliotecario universitario. Ogni singola Università organizza e gestisce in autonomia i propri percorsi formativi. Una segreteria regionale, che ha sede presso l'Università di Firenze, svolge un ruolo di coordinamento e supporto. Le Università garantiscono la didattica per tutti i corsi di studio attivati, compatibilmente con le risorse logistiche offerte dai singoli istituti penitenziari, impegnando personale docente e amministrativo secondo le necessità e adottando metodiche formative flessibili.

Si tratta di un incontro particolare, quello tra Università e carcere, dove la prima è costretta a rivedere completamente la gestione degli spazi e dei tempi, dovendosi rendere disponibile a entrare in contatto con lo studente nei tempi e luoghi stabiliti dall'amministrazione penitenziaria.

Pagina 8 del numero 246 Uscito sul numero 246 (Dicembre 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero