Archivio › Fuori Binario n. 245 · Novembre 2022 › pagina 8
ATTUALITÀ
Rischi e limiti della privatocrazia
Cresce il fenomeno della delega di funzioni e servizi ai privati. Un saggio di Cordelli ne analizza l'impatto sulla collettività
Barbara Imbergamo · Fuori Binario n. 245, Novembre 2022, pagina 8
Privatocrazia è un libro di filosofia politica intelligente e molto leggibile. Facile. Comprensibile anche a chi non frequenta temi filosofici.
Il volume di Chiara Cordelli ha il pregio di affrontare il tema della privatizzazione dello Stato adottando uno sguardo logico-filosofico e proponendo una serie di passaggi attraverso i quali esamina i rischi di questo fenomeno che, ormai, pervade le istituzioni statali occidentali. Così facendo, solleva dei dubbi su tutta una serie di pratiche di privatizzazione anche in chiave filantropica e no profit che, davvero di rado, trovano oppositori e letture critiche.
Cordelli si domanda: può un sistema privatocratico governare in modo legittimo? Un sistema privato efficiente e capace (ammesso che lo sia) riesce a garantire legittimità democratica? La legittimità, afferma l'autrice, è più importante dell'efficienza quando si tratta di giudicare un sistema di governo e lo Stato democratico - qui l'aggettivo è determinante - è l'unico che può garantire una condizione di giustizia super partes, proprio perché fondata non sull'interesse di un singolo o di un gruppo ma di tutti.
Il testo ha il merito di spingersi in questa esplorazione non solo rivolgendo l'attenzione ai privati "cattivi" - quelli che speculano, fanno pressioni - ma anche a quelli buoni - il terzo settore e, soprattutto, i filantropi - mostrando come un sistema così organizzato finisce comunque per spostare il potere dalle mani di tutti (popolo/democrazia/Stato) alle mani di alcuni "benevolenti", che in maniera arbitraria decidono cosa e quanto donare. Con la conseguenza ultima di disporre del potere di decidere quali cause siano meritevoli di interesse. È un tema corrente nel mondo anglosassone, ma che il dibattito italiano fatica ad affrontare.
Molto interessante, infine, l'analisi che l'autrice fa delle ricadute che le privatizzazioni hanno sia a livello simbolico che a livello di crescita del "capitale umano" dello Stato. Cordelli fa notare che delegare funzioni al privato significa sia perdere il rapporto diretto col cittadino (che successivamente identificherà il privato come diretto interlocutore), sia perdere competenze professionali di chi lavora nel pubblico a favore di quelle dei consulenti e appaltatori esterni. Insomma, anche se osservata sotto il profilo dell'efficienza - in questo caso direi addirittura "aziendalista" - la strategia è sfavorevole agli interessi pubblici.
A quattro capitoli molto interessanti segue, purtroppo, l'ultimo, debolissimo e soprattutto fuori fuoco rispetto alla logica tracciata nelle pagine che lo precedono. Un capitolo nel quale l'autrice sembra scordarsi perfino di argomenti trattati nelle pagine precedenti, articolando proposte che trascurano del tutto la dimensione del conflitto tra interessi privati e quelli, auspicabili, della cittadinanza intesa come collettivo universale.
Chiara Cordelli, Privatocrazia, Mondadori 2022
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Uscito sul numero 245 (Novembre 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
