Archivio › Fuori Binario n. 244 · Ottobre 2022 › pagina 4
DIRITTI
Il fantasma dello \"zingaro\"
Il video del consigliere leghista che promette la sparizione a una donna rom deve farci riflettere su quel particolare razzismo che colpisce anche a sinistra
Alessandro Simoni · Fuori Binario n. 244, Ottobre 2022, pagina 4
Il consigliere di quartiere leghista che da Firenze diffonde un video in cui indica una donna rom dicendo "vota Lega per non vederla mai più" oggettivamente ci ha spiazzati. È inevitabile ammettere che sotto la mise machista, con camicia bianca e occhiale scuro d'ordinanza, si nasconda una mente politica sottile. Perché così è, se riflettiamo un attimo e non ci fermiamo all'aspetto. Con un video di pochi secondi uno sconosciuto è riuscito a catapultarsi nei notiziari nazionali, e a guadagnarsi una visibilità per la quale molti, in questi duri tempi di campagna elettorale, venderebbero mamma, papà, nonni e zii.
Ha commesso un reato? È possibile, ma l'esperienza ci dice che il nostro ordinamento, le sue leggi e i suoi giudici, non hanno la capacità di agire da deterrente contro attacchi ai valori costituzionali, volti a ottenere a ogni costo le luci della ribalta. Il nostro amico, in fondo, vuole con spirito di servizio dare un contributo al tentativo del suo partito di "sorpassare a destra" la concorrenza, e non trovando idee più brillanti è ritornato su un grande classico: gli zingari. Visto che tacere è difficile, anche sapendo che ogni riga contribuisce a dargli il rilievo che cerca, cogliamo almeno l'occasione per riflettere su un aspetto che può non essere evidente a prima vista.
Il messaggio del nostro è evidentemente quello di sempre, "manderemo via tutti gli zingari", e la vittima/interprete prescelta lo è stata solo in quanto visivamente corrispondente all'immagine classica della "zingara". Certamente, è improbabile che un elettore di sinistra passi alla Lega attirato dalla ziganofobia più becera, e quello che viene lanciato è un messaggio interno alla destra. Ma perché la reazione non è la stessa che ci si potrebbe (sinora...) aspettare se lo stesso video fosse stato realizzato concentrandosi sulla "linea del colore" ("via i negri") o su un messaggio antisemita? Il problema è che, purtroppo, in una parte molto ampia della società la rappresentazione di chi è classificato come "rom", "zingaro", "nomade" è sempre in termini di soggetto marginale e parassitario, e quel video (che naturalmente nulla ci dice sulla vera vita della donna ripresa) non vuole altro che richiamare qualcosa che si ritiene da tutti condiviso e taciuto solo per convenienza politica.
Si tratta, purtroppo, di un problema esteso anche a persone con ruoli importanti nelle istituzioni. Ricordo in particolare molte conversazioni con magistrati che non esitavano a definirsi "di sinistra", ma che - alla luce dei loro incontri con i rom (ovviamente solo nelle aule di giustizia...) - ti dicevano che "per cultura non danno valore alla proprietà" (tradotto: magari simpatici, ma ladri innati). Affermazioni placidamente sostenute senza esitazioni, dubbi o distinguo.
Devo dire che le tante conversazioni di questo tenore attraverso gli anni mi sembrano meglio riassumere il cuore del problema del razzismo anti-zingaro, rispetto al folkloristico video del consigliere di quartiere. Il cinico sfruttamento a fini elettorali del fantasma dello "zingaro" che la destra ha messo in atto a partire dagli anni Novanta non ci deve far dimenticare che, sotto forme solo più eleganti, classificazioni degli esseri umani identiche a quelle proposte del nostro colorito concittadino sono radicate anche tra i "progressisti". E spesso influenzano decisioni e politiche che incidono sulla vita delle persone anche quando non c'è "la destra al potere".
- razzismo
- rom
- antiziganismo
- campagna elettorale
- lega
- pregiudizio
- magistratura
- sinistra
Uscito sul numero 244 (Ottobre 2022), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
