Archivio › Fuori Binario n. 244 · Ottobre 2022 › pagina 7
CONVIVENZE
Cinghiali di città
Salvati a La Spezia, soppressi a Genova: la coabitazione è ancora un obiettivo lontano
Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 244, Ottobre 2022, pagina 7
Ancora i cinghiali. Ancora l'allarme per gli avvistamenti in città e l'automatismo che porta in due direzioni, collegate l'una all'altra: primo, l'idea che la loro presenza sia un segno di degrado; secondo, l'eliminazione fisica come soluzione. A settembre ha tenuto banco la Liguria, con due singolari vicende, simili fra loro ma dagli esiti opposti. A La Spezia due famiglie di cinghiali (in tutto dodici individui) che si erano spinte in città in cerca di cibo, sono finite nel parco della Maggiolina, che a quel punto è stato chiuso, in attesa di procedere con il metodo presto indicato dalle autorità sanitarie: cattura e uccisione, una condanna a morte immediata e senza appello.
È però successo qualcosa di imprevisto: molti cittadini hanno familiarizzato con le famigliole di cinghiali e sono inorriditi di fronte alla prospettiva del massacro, reclamando una soluzione incruenta; varie associazioni animaliste hanno preso contatto con gli amministratori comunali e regionali, per cercare insieme una destinazione adatta agli animali, salvando loro la vita: per una volta Comune e Regione hanno riconosciuto che un'alternativa si può sempre trovare e alla fine - forse persuasi dalla mobilitazione di tanti cittadini proprio alla vigilia delle elezioni - hanno accettato di trasferire le due famiglie di cinghiali in un'area protetta (un giovane cinghiale è purtroppo deceduto durante la cattura, per ragioni ancora da chiarire).
Per i cittadini inteneriti dai cinghialetti e per le associazioni animaliste è stato un successo e si è sperato che il caso La Spezia fosse destinato a fare scuola, a essere cioè imitato da altre amministrazioni di fronte a casi simili, con cinghiali selvatici "arrestati" in città.
L'illusione è durata pochi giorni. Il tempo di avvistare altri cinghiali a Genova e di imprigionarne sei nel parco dell'Acquasola. Stavolta non c'è stato dialogo né coi frequentatori del parco né con le associazioni, e i cinghiali, secondo l'esposto presentato in procura dall'associazione animalista Aidaa, sono stati sedati, prelevati e soppressi.
Nessuno ha commentato ufficialmente il caso; la vicenda della Spezia non sembra avere fatto breccia.
D'altronde la Regione Liguria ha dato facoltà di abbattere nella prossima stagione di caccia 35.451 cinghiali, il 180% in più rispetto all'anno precedente. In questo modo si pensa di "risolvere" il caso, cioè di tenere gli animali lontano della città e dalle coltivazioni, come reclamano gli agricoltori, ma sappiamo già che ci saranno altri avvistamenti in città e altre "aggressioni" alle aziende agricole, perché dove c'è cibo disponibile, lì ci saranno animali selvatici a mangiare, secondo una elementare legge biologica; ma non importa, si chiederanno nuovi e più massicci massacri, in un vortice senza fine.
È una coazione a ripetere che ha una precisa ragione ideologica: la pretesa di dominio sulle vite altrui, quindi il rifiuto della convivenza e dei necessari compromessi con la vita selvatica, che pure è una presenza essenziale e imprescindibile per il pianeta Terra.
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Uscito sul numero 244 (Ottobre 2022), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
