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FUORI SCAFFALE
Stoner, la storia di una vita non qualunque
Giuliana Mesina · Fuori Binario n. 241, Giugno 2022, pagina 12
Troppo spesso si usa la storia di William Stoner come simbolo antonomastico della vita noiosa.
Eppure, a leggere questo romanzo, si trova la storia di un ragazzo povero che riesce a prezzo di grandi sacrifici a laurearsi, a diventare un docente universitario (ancorché senza grandi prospettive di carriera accademica), a farsi una sconclusionata famiglia (le famiglie sono tutte tolstojanamente infelici), a vivere una passionalissima storia d'amore, a duellare professionalmente con un collega.
In tutta sincerità, dove sta la noia?
Certo, Stoner sposerà una grandissima stronza, senza avere mai né il coraggio né la voglia di liberarsene. Ma non è forse la stessa condizione di migliaia di altri uomini?
Avrà poca determinazione per prendere in mano la sua carriera, lascerà che la sua storia d'amore soccomba di fronte al moralismo e alla cattiveria altrui, non sarà capace di salvare la figlia dalle esalazioni di una madre tossica.
Stoner è un uomo che si arrende, senza coraggio. Ma i più intellettualmente onesti forse ammetteranno che ci è molto più somigliante ad esempio del Conte di Montecristo, e che ci sollecita molta più empatia.
La sua dirittura morale, ai limiti dell'autolesionismo, non fa di lui comunque un Uomo Degno?
È una lettura malinconica, non c'è dubbio. Ma mi oppongo con forza a chi definisce la storia di Stoner come una vita "qualunque".
Offro come prova un saggio piccolissimo:
> "Trascorreva quasi tutto il giorno in biblioteca e a volte rientrava a casa da Edith la sera tardi, quando il profumo del caprifoglio si levava nell'aria tiepida e le foglie delicate dei cornioli rotolavano in terra come fantasmi nel buio. Aveva gli occhi che gli bruciavano per lo sforzo di doversi concentrare su quei vecchi libri, la testa appesantita dalle letture e le dita che gli formicolavano al ricordo del contatto con il cuoio, il legno e la carta. Ma in quelle brevi passeggiate si apriva al mondo e vi trovava anche una qualche gioia".
John Williams, Stoner, Fazi editore, 2012
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Uscito sul numero 241 (Giugno 2022), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
