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MILLEFOGLIE
La primavera in città profuma di tiglio
Ilaria Morelli · Fuori Binario n. 241, Giugno 2022, pagina 10
Tra tutti i sensi quello della vista è fondamentale per noi esseri umani, forse il più importante, tanto che nel corso dell'evoluzione pare si sia sviluppato anche a scapito di altri, tra cui l'olfatto. Affidiamo gran parte delle nostre azioni coscienti a ciò che vediamo, più che basarci su altre percezioni. Tuttavia sono gli odori a evocare ricordi ed emozioni in grado di influenzare in modo potente il nostro inconscio. Le piante sono una fonte inesauribile di fragranze e non sono solo i fiori a profumare, ma anche frutti, foglie, cortecce, resine e pure rizomi, come nel caso dell'iris. Passeggiando per Firenze capita di intercettare casualmente il profumo sorprendente dell'osmanto o quello dolce del glicine, ma se in tarda primavera percorriamo certi viali cittadini saremo letteralmente inondati dal profumo intenso e inconfondibile dei fiori del tiglio. Impossibile non riconoscere la presenza di questi alberi anche ad occhi chiusi!
I fiori del tiglio, riuniti in infiorescenze, sono molto attrattivi per le api cui forniscono il nettare per il miele e sono da sempre apprezzati e utilizzati anche da noi umani per via delle loro proprietà curative. Sono alberi maestosi e longevi, di grande valore ornamentale, molto utilizzati in parchi e giardini pubblici e nelle alberature stradali. A Firenze è tra gli alberi più comuni, se non il più comune in assoluto.
Simboli di amore e fedeltà, i tigli sono stati considerati sacri da diversi popoli europei e sono presenti nei miti classici come in letteratura. Ovidio nelle "Metamorfosi" narra la leggenda greca di Filemone e Bauci, due vecchi sposi che accolgono nella loro povera capanna Zeus ed Ermes travestiti da mendicanti mettendo loro a disposizione quel poco che hanno. Per riconoscenza gli dei esaudiscono il desiderio dei due sposi di morire insieme: arrivato il momento, Filemone si trasforma in quercia e Bauci in una pianta di tiglio, continuando così a vivere vicini, anche se in forma diversa.
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Uscito sul numero 241 (Giugno 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
