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MILLEFOGLIE
Ode alle infestanti e all'erba alta
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 10
Andar per erbe selvatiche è il più antico atto umano di alimentazione, eppure non possiamo limitarci a considerarla un'abitudine tradizionale, perché è qualcosa che nei millenni si è evoluta moltissimo.
Le erbe, al pari degli altri elementi della natura, mutano, si spostano, si adattano ai cambiamenti. Solo pochi giorni fa, camminando in una periferia industriale, dal marciapiede ho visto spuntare una pianta enorme di strigoli. Sì, proprio sul marciapiede. E pensare che io, per trovarne una quantità sufficiente in campagna, devo camminare per ore. Gli strigoli (Silene vulgaris) sono tra i più delicati, perché sono perenni e con radici in superficie, quindi le lavorazioni dei terreni li hanno praticamente fatti scomparire dai nostri oliveti. Eppure su quel marciapiede crescevano, rigogliosi come non mai.
La lotta senza quartiere alle infestanti, che i contadini prima e le aziende agricole poi, hanno perseguito con abnegazione e tenacia, ha impoverito i campi, li ha resi sterili e quindi inospitali per quelle piante ancestrali. Ma loro, le erbe, non si sono date per vinte e oggi le troviamo dove non ce le aspettiamo. I migliori vivai di selvatiche sono le aiuole, i bordi stradali e i giardini pubblici: lì nessuno le disturba, nessuno si accanisce a eradicarle, nessuno tocca le loro preziose radici.
Per questo, quando vedo l'erba alta nelle aiuole, invece di inveire contro l'inefficienza dei servizi pubblici, io sono felice. Sono felice perché so che quel cardo mariano che avevo visto mentre portavo fuori il cane, forse ce la farà a fiorire e a disseminarsi, perché quell'argine si riempirà dei fiori viola della borragine e lungo la strada vedrò ondeggiare le campanule dei raperonzoli. Certo i ritagli verdi in città non sono il posto più sano in cui raccogliere le erbe selvatiche, ma intanto loro così continuano a disseminarsi, ad evolvere, a cambiare, ad adattarsi e quindi a vivere. A pensarci bene, è un atto rivoluzionario.
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Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
