Archivio › Fuori Binario n. 239 · Aprile 2022 › pagina 4
LA GUERRA IN CASA
Wargames senza vincitori
Un diluvio di informazioni tra propaganda e fake news mentre camminiamo bendati sull'orlo dell'abisso.
Gilberto Pierazzuoli · Fuori Binario n. 239, Aprile 2022, pagina 4
La guerra digitale non sostituisce la guerra tradizionale, è invece spesso uno strumento che affina le tecniche belliche precedenti. La guerra ha sempre avuto un'influenza pesante sull'informazione, sia impedendola, sia contaminandola con le false notizie. Internet, e l'attuale implementazione delle piattaforme social, sono infatti generatori e moltiplicatori naturali di fake news.
La guerra è dunque, oggi più di ieri, guerra di informazione. È di nuovo, come mai prima, manipolazione del consenso e generatrice di opinioni che, sotto la minaccia del pericolo per la sicurezza nazionale, non tollera nessuna forma di dissenso. Di nuovo si ha principalmente il fatto che la guerra dell'informazione ha oggi espanso il suo raggio d'azione. La guerra informatica ha già coinvolto tutto il resto del mondo, un mondo connesso e globalizzato che è in qualche modo cointeressato ad ogni conflitto e principalmente a quelli che non avvengono alla periferia del mondo. Conflitti, quest'ultimi, come sappiamo, fatti per interposta persona e cioè per interposta nazione, che non hanno mai smesso di infiammare il mondo.
Il cyberspazio è informazione, ma l'informazione digitale ormai permea di sé ampi aspetti della vita umana. I padroni di Internet sono i padroni del mondo, per questo Russia e Cina tentano di colmare il divario con gli Stati Uniti. La guerra Russia e Ucraina si innesta infatti dentro quella riedizione della guerra fredda che vede contrapporsi Cina e Stati Uniti sul terreno delle tecnologie digitali, con Russia e Europa che devono trovare una loro identità se non vogliono trovarsi completamente sottomesse ai due colossi tecnologici. In un sistema globalizzato e interconnesso, dove domina una forma di logistica basata sulla riduzione al minimo delle pause e dei tempi morti, modello fortemente dipendente dalle tecnologie informatiche, gli strumenti costituiti dalle sanzioni economiche hanno un'efficacia mai vista in precedenza. Per questo oggi è diventata indispensabile ogni forma di autosufficienza energetica e tecnologica. Autosufficienza per sé o per il gruppo di alleati ai quali si fa riferimento.
La Russia è oggi forte sul piano del know how software, ma terribilmente indietro nel comparto hardware e delle infrastrutture di rete.
Per quanto riguarda, per esempio, la diffusione delle tecnologie 5g indispensabili per competere all'interno dell'attuale modello di sviluppo, essa è fortemente dipendente dall'occidente (Cisco, Ericsson, Nokia) con l'unica alternativa della cinese Huawei. È questa la triangolazione decisiva che geopoliticamente domina il momento attuale, con l'Europa incapace, ma anche impotente, di fronte alle dipendenze energetiche che ha verso est e per quelle tecnologiche che ha verso ovest.
Per questo la Russia ha osato iniziare il conflitto con l'Ucraina sapendo che l'Europa le è dipendente dal punto di vista energetico, visto che l'alternativa al gas russo sarebbe quello americano, che ha però bisogno di essere rigassificato e che costa di più.
La guerra nella Grecia antica ha avuto anche una componente ludico-agonistica (fenomeno per altro riscontrabile anche altrove, basta pensare agli Orazi e Curiazi o alla disfida di Barletta), un tentativo per rendere la guerra meno cruenta e per limitarne gli effetti nefasti, ma il wargame digitale attuale gioca sull'orlo di un abisso che potrebbe portare a conseguenze "finali", da fine del mondo, appunto, come la terza e ultima guerra mondiale.
Armare o tifare oggi per uno dei contendenti, invece di adoperarsi in tutti i modi per la pace è da folli. Se sopravvivessimo all'abominio ci si domanderà inebetiti del perché di questa follia, cercando con difficoltà le voci dissenzienti che l'apparato massmediatico, digitale e non, ha messo a tacere, sovrastandone la loro flebile sparuta presenza.
Non si tratta qui di una guerra tra umani ma di una guerra agli umani con tutte le altre specie a seguire. Il digitale eterodiretto dal capitalismo è questo apparato di controllo e di condizionamento che lavora sul virtuale con effetti reali.
Sarebbe l'ora che di immateriale e di gamificato ci fosse la guerra e non la produzione di questa nefasta opinione: la doxa guerrafondaia del pensiero unico ormai pervasivo.
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Uscito sul numero 239 (Aprile 2022), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
