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Archivio › Fuori Binario n. 239 · Aprile 2022 › pagina 8

LA GUERRA IN CASA

Lontano dagli occhi...

Tra le tante crisi ignorate dai media, il conflitto tra Tigray ed Etiopia sta causando un genocidio per fame

Gianna Innocenti · Fuori Binario n. 239, Aprile 2022, pagina 8

Le guerre sono tutte atroci. Ce ne sono forse alcune più insensate di altre, ma tutte provocano morti, sofferenze, ferite difficili da rimarginare. Ci sono guerre più conosciute, che riempiono le pagine dei giornali e provocano un'angoscia planetaria. E guerre che vanno avanti nel silenzio, ignorate dai media. Guerre che portano persone a scappare dall'orrore quotidiano e a cercare un futuro migliore in altri paesi.

In rete ci sono numerosi siti che elencano le guerre tuttora in corso in tutto il mondo, da Guerrenelmondo.it a Documentazione.info, per citarne due, e anche Wikipedia. Eppure ci colpiscono particolarmente le guerre tra popoli a noi vicini, che parlano (quasi) la stessa lingua e condividono grandi pezzi di storia. E queste ci paiono specialmente insensate, frutto di menti folli, come la guerra in Ucraina, per esempio, che oggi ci atterrisce e ci fa sentire improvvisamente vulnerabili, mentre colpisce civili innocenti e giovanissimi soldati mandati al macello.

Oltre all'attuale conflitto tra Russia e Ucraina, in altri continenti, spesso non tanto lontano da noi, sono purtroppo all'ordine del giorno sanguinose guerre civili. In Medio Oriente, in Siria dal 2011 e in Yemen dal 2015. In Africa altri conflitti dimenticati sono quelli in Somalia (dal 2006), Mali (dal 2012), ed infine in Etiopia dal 2020. Per tutte queste guerre è stato pagato (e si continua a pagare) un prezzo altissimo in termini di vittime, profughi, malnutrizione, malattie, carenza di cure mediche.

Proprio in questi giorni di paura per la guerra vicina, che ci viene raccontata in ogni dettaglio, ecco che arriva inaspettata una lettera da parte di chi vive una guerra di cui nessuno parla. Un nostro corrispondente dal Tigray, Etiopia, è riuscito a farci arrivare in modo avventuroso delle notizie, e ci racconta quel che stanno passando da quando è cominciato il conflitto, che ha coinciso anche con l'inizio della pandemia.

I fatti riportati sono estremamente gravi. Il popolo tigrino vive al momento una drammatica situazione di isolamento di comunicazioni dal resto del mondo a causa del blocco di telefono e internet; mancano cibo, medicine, carburante e gran parte della popolazione rischia la morte per fame. Non c'è la possibilità di prelevare soldi dal proprio conto in banca, le attività economiche sono praticamente distrutte e i dipendenti pubblici sono senza stipendio da giugno 2021; città, villaggi e persone portano i segni profondi delle violenze, perpetrate soprattutto verso le donne, e dei saccheggi.

La situazione è disastrosa a causa dell'assedio e dell'embargo a 360 gradi. I pochi rappresentanti della diaspora tigrina qui in Italia lanciano i loro disperati appelli, per fermare il genocidio, garantire l'accesso degli aiuti umanitari, fermare i bombardamenti in Tigray, ed infine sollecitare l'ONU che si muova efficacemente per la popolazione civile tigrina allo stremo, isolata dal mondo.

"Ogni guerra è una guerra civile, perché è comunque guerra del fratello contro il fratello", ci avvertiva, inutilmente, Cesare Pavese.

> Fratelli contro fratelli. In tutto il mondo milioni di persone fuggono dall'orrore quotidiano e cercano in altri paesi un futuro migliore.

(mappa: aree di conflitto armato nel mondo, aggiornato a febbraio 2022)

Pagina 8 del numero 239 Uscito sul numero 239 (Aprile 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero