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STATO SOCIALE
Uno sportello Inps per le fasce deboli: bella idea, ma in Toscana non si è fatto
A due anni dal lancio del progetto qui da noi è ancora tutto fermo. L'appello di Fuori Binario per garantire i diritti dei senza fissa dimora.
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 237, Febbraio 2022, pagina 2
Chi vive in strada può non sapere di avere diritto ad un assegno sociale, al bonus bebè o all'assegno familiare, all'invalidità civile e via dicendo. Oppure può non sapere come fare ad accedere alle prestazioni assistenziali e previdenziali, a districarsi tra le pratiche, spesso interamente telematiche. Per questo l'Inps ha pensato a sportelli dedicati proprio alle fasce più deboli della popolazione, con l'obiettivo di far arrivare i propri servizi laddove finora non sono conosciuti. Questi sportelli, nell'ambito del progetto "Inps per Tutti", sono presenti in sei città metropolitane. Firenze non è tra queste e noi abbiamo provato a capire perché.
Il progetto è partito nel 2019 in via sperimentale a Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino e Bari. In queste città sono presenti in tutto 19 sportelli, aperti presso i servizi sociali dei Comuni oppure presso alberghi popolari, centri di accoglienza, sedi di associazioni che si occupano di marginalità. Il servizio è stato fermato causa Covid nella primavera 2020, ma a partire da novembre dello stesso anno è ripreso, seppure con nuove modalità. Fin qui siamo ancora in fase sperimentale e l'assenza di Firenze e in generale della Toscana, può essere giustificata dal fatto che sono state scelte due grandi città per ogni area del paese: nord, centro e sud.
Nel giugno 2021 l'Inps decide di ampliare il progetto, considerando che la situazione pandemica ha fatto crescere l'emergenza sociale e quindi c'è bisogno di intercettare anche i nuovi poveri, che non hanno dimestichezza con i servizi sociali. Viene infatti firmato un accordo quadro nazionale tra Inps, ANCI, Caritas Italiana e Comunità di Sant'Egidio, recepito poi dalle strutture territoriali regionali, con l'obiettivo di estendere il progetto. A firmarlo sono le direzioni regionali dell'Inps di Lazio, Roma Capitale, Campania, Emilia Romagna, Calabria, Piemonte, Lombardia, Veneto. La Toscana ancora una volta non c'è.
A metà dicembre dello scorso anno abbiamo chiesto alla Direzione Toscana dell'Inps notizie in merito e ci è stato risposto che ci sono dei progetti in ponte ma che se ne sarebbe riparlato dopo le feste. Abbiamo chiamato dopo le feste, ma la risposta è stata la stessa: non ci sono novità. La stessa cosa l'abbiamo fatta con le sedi toscane delle associazioni che hanno firmato l'accordo quadro. E la risposta non è cambiata: risentiamoci dopo le feste.
Natale è passato, con il suo carico di doni, ai senza fissa dimora di Firenze forse ha portato qualche coperta o un pasto caldo, ma uno sportello in cui poter reclamare i propri diritti, lontani dalla logica dell'assistenzialismo, ancora non c'è. Intanto non c'è più il blocco degli sfratti, quello dei licenziamenti è già un lontano ricordo e la pioggia di finanziamenti del PNRR, se mai si tradurranno in servizi per i cittadini, non li vedremo concretizzarsi prima di quattro anni.
Fuori Binario si appella alla Direzione Toscana dell'Inps e alle associazioni che hanno firmato l'accordo quadro: aprite gli sportelli Inps per Tutti a Firenze e in Toscana. Se non possiamo neanche immaginare una riforma strutturale della gestione dell'emergenza sociale, almeno assicuriamoci di far arrivare a tutti, soprattutto a chi è nella situazione di massima debolezza, i sussidi cui hanno diritto.
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Uscito sul numero 237 (Febbraio 2022), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
