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Archivio › Fuori Binario n. 237 · Febbraio 2022 › pagina 10

IPOCRISIE

Pulcini maschi: non chiamatelo progresso

La determinazione del sesso già dall'uovo evita loro il massacro, ma certo non cambia di una virgola il destino amaro delle galline.

Restiamo Animali · Fuori Binario n. 237, Febbraio 2022, pagina 10

L'industria alimentare e una parte dei benpensanti hanno esultato quando un emendamento alla legge di Delegazione europea ha stabilito che dal 2027 in Italia sarà obbligatorio determinare il sesso del pulcino nell'uovo attraverso appositi dispositivi spettrofotometrici prima della schiusa, risparmiando così la vita a decine di milioni di pulcini maschi, condannati a morte nelle prime 24-48 ore dalla nascita: un effetto collaterale del consumo massivo di uova.

Il sessaggio – l'esame del sesso di un volatile – è attualmente un'operazione manuale, svolta da personale veloce e bene addestrato, perché i pulcini da selezionare passano su un nastro trasportatore, vengono presi uno per uno, controllati e poi divisi: le femmine sono messe da parte mentre i maschi vengono trasportati, vivi e pigolanti, verso l'imbuto del tritacarne, o uccisi per soffocamento in appositi sacchi. Sono considerati scarti in quanto non producono uova, hanno una carne fibrosa ma soprattutto crescono molto lentamente rispetto ai polli broiler, che, essendo progettati per il mercato della carne, hanno una crescita veloce e abnorme del petto.

Il vantaggio di non nascere sarà, per i pulcini maschi, del tutto accidentale e marginale, ma rappresenterà un sicuro vantaggio per le aziende, che oltre a giovarsene a livello di immagine, risparmieranno sui costi del sessaggio e dello smaltimento.

L'apparente "umanità" della norma finisce per spostare l'attenzione dal nodo critico della questione, cioè l'ingiustizia dello sfruttamento animale: basti pensare alle galline, che non vengono mai menzionate nelle notizie sulle nuove regole, eppure sono loro a fare le uova, non certo le industrie che ne traggono profitti. Esse continueranno a essere allevate, costrette in gabbie o recinti e trattate come macchine biologiche per la produzione di uova; in una visione pienamente cartesiana dell'animale-macchina, sfruttato all'inverosimile e senza scarti, le galline non esistono, non sono individui ma oggetti.

Questo nuovo divieto è un progresso? Non secondo noi. Progresso reale sarebbe la scelta di mettere finalmente in discussione lo sfruttamento animale e non limitarsi a mitigarne le conseguenze in modo del tutto marginale e surrettizio. Dal 2027 non nasceranno più pulcini maschi ma continueranno a nascere le femmine, destinate a vite tanto brevi quanto di intenso sfruttamento, che termineranno in un mattatoio.

Questo emendamento – come esplicitamente dichiarato nel testo – si inserisce nel solco di quei provvedimenti che vanno sotto il nome di "Benessere animale", il cui unico scopo è rendere l'allevamento e lo sfruttamento più accettabili per i consumatori.

Sono ormai le aziende stesse a premere per il benessere animale, un concetto che in realtà è un ossimoro: nell'industria della carne non può esservi alcunché di positivo per gli animali. Le macchine per il sessaggio non cambieranno l'ordine delle cose.

Pagina 10 del numero 237 Uscito sul numero 237 (Febbraio 2022), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero