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Archivio › Fuori Binario n. 236 · Gennaio 2022 › pagina 5

CYBER BLUFF

La crisi dei chip, ovvero l'illusoria leggerezza dell'informatica

Ginox · Fuori Binario n. 236, Gennaio 2022, pagina 5

Spesso si associa all'informatica l'aggettivo immateriale. Il mondo dell'immateriale rimanda a una sorta di luogo delle idee, dove la mente crea e distrugge. Si parla di algoritmi, alcune persone in maniera entusiasta, altre preoccupata e critica. In generale si tiene a dare per scontato che il flusso di informazioni sia il centro di tutto. Un mio professore di programmazione all'università era solito dire l'hardware è solo una limitazione. Come se la mente da sola potesse tutto e fosse solo trattenuta dalla ferraglia.

La crisi dei chip è interessante perché ci riporta decisamente con i piedi per terra, anzi nel silicio. Questo elemento è largamente presente nel suolo, ma necessita di essere lavorato e sta alla base della produzione dei chip. Il paese al mondo che produce più silicio è la Cina, segue di parecchie lunghezze la Russia, terzi gli Stati Uniti.

Il problema è che la pandemia ha ridotto significativamente la produzione cinese, e di conseguenza è calata anche la produzione di chip a Taiwan. Questo piccolo stato insulare è infatti il maggior produttore di chip del pianeta. E i microchip sono per la componentistica elettronica l'equivalente delle patatine per il fast food: le ritrovi dappertutto. Oltre al Covid Taiwan ha attraversato una lunga siccità e la lavorazione del silicio richiede moltissima acqua. Per completare il quadro si tenga presente la guerra commerciale tra Stati Uniti e la Cina. Diversi settori industriali, si pensi all'auto, sono stati costretti a rallentare o fermare la produzione per la carenza di chip. E questa contrazione è ricaduta su tutta la filiera associata.

È interessante notare come il settore high tech, che costruisce di sé un immaginario ispirato alle nuvole, alla fluidità, all'immaterialità, alla capitalizzazione delle informazioni, dei saperi, delle conoscenze vada in crisi per qualcosa di molto corporeo, sanguigno e materiale: una pandemia e l'assenza di pioggia. Ma questa crisi non ha cambiato le carte in tavola, non ha modificato quel mondo, l'ha solo reso ben evidente: la cosiddetta immaterialità del digitale è in realtà molto più materiale di quanto appaia. La sua presunta "leggerezza" è piuttosto un'illusione retorica per coprire uno spesso insostenibile fardello.

Pagina 5 del numero 236 Uscito sul numero 236 (Gennaio 2022), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero