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Archivio › Fuori Binario n. 236 · Gennaio 2022 › pagina 12

SPETTACOLO E DIRITTI

Arriva dal carcere una favola antica sulla gentilezza

La Compagnia teatrale di Sollicciano porta in scena una fiaba di Basile. "Faccia di capra" è anche un docufilm premiato per il miglior cast all'HIIFF.

Fuori Binario · Fuori Binario n. 236, Gennaio 2022, pagina 12

Un film documentario con protagonisti i detenuti della Compagnia teatrale di Sollicciano. Si intitola "Faccia di capra. Storia di una metamorfosi" e dà conto di come la Compagnia, formata anche da attrici professioniste, ha vissuto l'isolamento causato dalla pandemia nella primavera del 2020. In quei lunghi mesi si tenne una lunga corrispondenza epistolare tra chi era costretto in carcere e il resto della compagnia, recluso anch'esso a causa del lockdown, seppur ognuno nella propria abitazione. Il cuore di quelle lettere che con frenesia entravano e uscivano da Sollicciano era il soggetto dello spettacolo "Faccia di capra", liberamente tratto dall'omonima fiaba de "Lo cunto de li cunti", una raccolta di 50 favole in lingua napoletana scritte nel Seicento da Giambattista Basile. Lavorare al testo di "Faccia di capra" diventò l'eco fantastica di una lenta e difficile trasformazione che riguardò tutti.

Definito il soggetto, e finita la prima fase di isolamento pandemico, la produzione del film si trasferì in carcere con prove due o tre volte a settimana sotto la guida dalla regista Elisa Taddei. Oltre a recitare i detenuti hanno costruito le scenografie e anche alcune maschere, a partire da quella della protagonista che si trasforma in "faccia di capra". Terminate le prove si è abbassato il ciak e sono partite le riprese, con non poche difficoltà, visto che ai cameraman non è stato permesso di entrare a Sollicciano e sono stati così sostituiti dalla stessa regista. Ciò non ha impedito di arrivare a un ottimo risultato, tanto che il docufilm è stato premiato per il miglior cast all'HIIFF - Heart International Italian Film Festival.

Chi vede il film [le date delle prossime proiezioni alla pagina facebook.com/teatrosollicciano] assiste alla metamorfosi nata dal confronto continuo tra mondo della fiaba e quello della realtà. Punti fermi, ieri come oggi, l'ingratitudine e la trasformazione, con un finale positivo che ricorda però a tutti noi come nella vita sia sempre importante essere riconoscenti e gentili verso chi lo è stato altrettanto nei nostri confronti.

La produzione di "Faccia di capra. Storia di una metamorfosi" è di Krill Teatro – Murmuris che conclude così la trilogia del fantastico dopo "Le mille e una notte" e "La tempesta" di Shakespeare. Krill Teatro nasce nel 2008 con la finalità di fare e promuovere il teatro all'interno della Casa Circondariale di Sollicciano. L'attività dell'associazione ha l'obiettivo di diminuire il senso di oppressione e isolamento che provoca il carcere e si è sviluppata a partire dall'esperienza della regista Elisa Taddei, che nel 2004 ha fondato la Compagnia di Sollicciano all'interno della Casa Circondariale di Firenze.

I testi di "Faccia di capra" sono di Otto Marco Mercante da "Diario di un attore al tempo dell'Apocalisse", la regia di Elisa Taddei e Corrado Ravazzini, le scene di Francesco Givone, Marwen Bjaoui, Daniel Ciungu, Daniele Biondi, Ibrahim Bjaoui, i costumi di Giulia Bigioli, fonica di Andrea Narese, musiche di Ars Nova Napoli. In scena gli attori e le attrici Massimo Bevilacqua, Daniele Biondi, Marwen Bjaoui, Ibrahim Bjaoui, Angelo Cisternino, Daniel Ciungu, Marco Franci, Sebastiano Jouini, Sussanah Iheme, Daria Menichetti, Monica Santoro.

(c.b.)

Pagina 12 del numero 236 Uscito sul numero 236 (Gennaio 2022), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero