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Archivio › Fuori Binario n. 235 · Dicembre 2021 › pagina 8

COLTIVIAMO LE INSORGENZE

La ripresa? Per noi è solo altro precariato

Prendiamoci la responsabilità del nostro ruolo come donne lavoratrici.

Carlotta · Fuori Binario n. 235, Dicembre 2021, pagina 8

Sono Carlotta e mi faccio voce del Coordinamento donne Gkn costituitosi subito dopo i licenziamenti del 9 luglio all'interno dei cancelli della fabbrica. Siamo donne, mogli, compagne lavoratrici e simpatizzanti, a favore e a supporto della lotta. Vi parlerò delle lavoratrici donne partendo proprio dalle mie esperienze.

Ho lasciato il lavoro poco prima della pandemia per esigenze famigliari: proprio perché lo stipendio del mio compagno, operaio Gkn, doveva essere quello più sicuro.

Ho ritrovato lavoro solo da pochi mesi. Ora sono una lavoratrice interinale, precaria.

Sono un pacco che può essere rispedito al mittente in ogni momento. Qualcosa che scade a fine settimana, fine mese. Ogni tre mesi se sono fortunata. Uno specchietto per le allodole della ripresa economica, della nuova occupazione post pandemia. Lavoro in una fabbrica metalmeccanica dove la stragrande maggioranza è fatta da lavoratrici straniere: le più sfruttabili, le più ricattabili. La cosa inaccettabile è che loro stesse sono arrivate a concepire ciò come naturale. Ma il lavoro è tutt'altro… non è umiliazione e soprusi, ma è dignità!

La mia storia non la racconto perché è la mia storia individuale ma proprio perché è la storia che hanno vissuto e che vivono tante donne. È una storia collettiva. La perdita del lavoro con la pandemia, la rinuncia al lavoro per sostituirsi ad uno stato sociale sempre meno presente e che ha colpito le donne in maniera ancora più inesorabile. Proprio questa mattina una mia collega è stata licenziata perché mamma, perché quando la figlia si ammala lei si assenta da lavoro.

Questa mia storia parla di come la ripresa economica, di cui tanto si parla, per noi lavoratrici si traduce in impieghi ancora più precari, ancora più sfruttati di prima. Impieghi dove le donne sono ancora più ricattabili, magari le donne immigrate che con il loro stipendio mantengono tutta la famiglia anche quella nel paese di origine e che se perdono il lavoro poi devono anche lasciare l'Italia perché magari perdono anche il permesso di soggiorno. Quelle donne spesso arrivano ad accettare anche molestie sessuali e psicologiche in silenzio, pur di non perdere il lavoro.

Ecco, il 9 luglio davanti ai cancelli della Gkn abbiamo imparato una lezione forte e chiara. Le nostre sofferenze, le nostre condizioni, non sono solo individuali, ma anche collettive. Quindi solo insieme possiamo uscire da questa sofferenza e da queste ingiustizie. Per provare a farcela dobbiamo convergere tutte e tutti in un'unica direzione e per far questo dobbiamo sensibilizzare le persone che abbiamo accanto nei nostri luoghi di lavoro. Prendendoci la responsabilità: tutti abbiamo un ruolo sociale e politico in questo Paese.

Pagina 8 del numero 235 Uscito sul numero 235 (Dicembre 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero