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Archivio › Fuori Binario n. 235 · Dicembre 2021 › pagina 7

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Potere alla parola

A Prato la scuola di italiano dei Si Cobas cerca insegnanti per i lavoratori stranieri.

Ginox · Fuori Binario n. 235, Dicembre 2021, pagina 7

La sede dei Si Cobas a Prato si trova in via Ferrara 30/c. Si compone di una stanza principale e alcune più piccole, sono passato a vederla la sera in cui veniva presentato il primo corso del loro progetto di scuola. Si tratta di un corso di italiano. Le persone con cui ho parlato mi hanno spiegato il perché di questa iniziativa. Dopo la chiusura del presidio alla Texprint e la sentenza sull'illegittimità dei licenziamenti, lo sgombero delle tende davanti al Comune, il duro pestaggio alla Dreamland, i cortei e i presidi, il sindacato è in una fase di riorganizzazione, presto partiranno nuovi scioperi. Il clima in città non è tranquillo, ma non sfavorevole. Le aziende sono sotto pressione, in qualche modo il sistema di sfruttamento che vede come pacifico lavorare su turni improbabili 7 giorni su 7, non è facile da scalfire, gli strumenti burocratici e legali fanno parte della lotta, ma da soli non bastano.

Il sindacato è fatto dai lavoratori e quindi bisogna investire su di loro, a 360 gradi. Molti iniziano a lavorare giovanissimi e il ritmo della loro esistenza è scandito essenzialmente dal lavoro e dal sonno, in una situazione nella quale devono barcamenarsi in un paese di cui non conoscono bene la lingua, la legislazione e le dinamiche legate al sistema produttivo. E così anche quando si ottengono delle vittorie in termini di diritti sul lavoro non basta per migliorare le condizioni di vita. Ottenuto di far rispettare una cosa basilare come l'orario 8x5, rimangono ancora molte difficoltà per ottenere la possibilità di una vita degna: i permessi di soggiorno, le residenze, che non sono questioni banali, perché permettono l'accesso a tutta una serie di servizi, che spesso diamo per scontati.

Da questa visione a tutto tondo nasce l'idea di una scuola, che come primo passo serva a fornire uno strumento fondamentale: la conoscenza della lingua, per poter interagire da pari in un'Italia che spesso è ingiustamente ostile e escludente. La sede si sta trasformando in questo senso, è un luogo che emana una certa vitalità solidale, ancora ingombro dai resti del presidio alla Texprint, pieno di sedie e ricco di capannelli in cui le persone discutono. Non è un caso che il corso di italiano sia nato come esperienza estemporanea, proprio al presidio/picchetto permanente di fronte alla Texprint.

Alla domanda se poteva essere utile rilanciare l'iniziativa su Fuori Binario, mi è stato risposto che per ora le persone interessate sono già il doppio di quanto si preventivava: erano attese 15 persone, se ne sono presentate 30.

Nei loro social il progetto veniva presentato così: "Uno strumento nato ai cancelli della Texprint che ora sta muovendo i primi passi verso una maggiore organizzazione. Uno strumento per arricchirci nel tempo liberato dalle vittorie degli scioperi dove si lavorava 12x7. Uno strumento per abbattere le barriere linguistiche e rompere la segregazione. Uno strumento per formarci e poter lottare con sempre più conoscenze contro lo sfruttamento del distretto tessile". Parole che riassumono bene il loro spirito e obiettivi.

Ciò che servirebbe davvero sono insegnanti, per espandere e far progredire l'esperienza. Rigiriamo quindi da queste colonne il loro appello rivolto a chi sia in grado di aiutare in questo senso e ricordiamo che i Si Cobas sono contattabili da www.facebook.com/SiCobasFirenze.

Pagina 7 del numero 235 Uscito sul numero 235 (Dicembre 2021), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero