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INSORGENZE
GKN un appello all'unità
Insieme, nei posti di lavoro, a scuola e nei territori, verso lo sciopero generale.
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 235, Dicembre 2021, pagina 9
Per costruirlo ognuno deve fare la propria parte, organizzandosi nelle proprie aziende, fabbriche, uffici, scuole, teatri. Perché se c'è una certezza, tra i tanti dubbi e le troppe situazioni indefinite che si sono ascoltate all'assemblea del 21 novembre, è che la crisi di diritti, salario, sicurezza, stabilità riguarda le lavoratrici e i lavoratori di ogni settore, i disoccupati, gli studenti. Una moltitudine di voci all'insegna della rabbia e del riscatto. Duecento persone che hanno dedicato la propria domenica a raccontare ed ascoltare, ad elaborare la propria rabbia in proposta, in mobilitazione.
La vertenza della Gkn, nel momento in cui andiamo in stampa, è in una fase cruciale e gli scenari che potrebbero aprirsi sono molteplici. Quel che invece è stato già previsto è che si cercherà di scaricare la responsabilità sui lavoratori. "Tenetevi pronti alla massima mobilitazione – dicono dal collettivo – e allargate la lotta, portate l'"insorgiamo" sui territori e nei vostri posti di lavoro".
Quanti hanno "ripiegato" su mestieri con qualche garanzia salariale, rinunciando a dare il meglio di sé per la comunità in cui vivono? E cosa acquistiamo noi dalla denuncia di Carlotta, da quella mancanza di rappresentanza che ci spinge a farci parte attiva?
Gli operai della Gkn ci stanno dimostrando che solo organizzandoci, convergendo, attivando un'intelligenza collettiva possiamo trasformare la tragedia del nostro tempo in un'occasione storica. Una tragedia fatta di salari che si abbassano sempre di più, di costo della vita che lievita, di diritti che svaniscono, di continui rinculi sulla sicurezza, fino a tornare a condizioni da prima rivoluzione industriale. Un'opportunità fatta di rinascita, di passione, di lotta. Gkn è solo la punta dell'iceberg, la cima di un'immensa montagna di ghiaccio, di lavoratrici e lavoratori stanchi e delusi, di giovani e di studenti che vedono davanti a sé un futuro a tinte fosche, con l'unica certezza che sarà la Terra a chiedere il conto.
Uomini e donne che stanno provando a fare da soli, attivando percorsi che a qualcuno possono sembrare utopici o fantascientifici, ma che fino a pochi mesi fa nessuno di noi avrebbe potuto immaginare e invece sono qui, esistono e resistono. Perché siamo tutti responsabili, come ci ricorda Carlotta, e tocca a noi fare quello che dovrebbe fare la Politica. Sì, quella con P maiuscola, quella che molti di noi non hanno mai visto né immaginato.
E allora convergiamo per insorgere, insorgiamo per convergere. Perché questo è quello a cui siamo chiamati, perché questa è l'unica, vera, ultima speranza che abbiamo.
(v.b.)
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Uscito sul numero 235 (Dicembre 2021), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
