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STAZIONE DI POSTA
Draghi all'assalto dei servizi pubblici locali
Marco Bersani · Fuori Binario n. 235, Dicembre 2021, pagina 14
Draghi ha varato il disegno di legge sulla concorrenza e il mercato. Un nuovo bastimento carico di privatizzazioni di tutti i servizi pubblici locali, senza alcuna esclusione, insieme alla definitiva mutazione del ruolo dei Comuni.
Un provvedimento vergognoso che sembra aver completamente accantonato quanto la pandemia ha evidenziato oltre ogni ragionevole dubbio: il mercato non funziona, non protegge, separa persone e comunità. Senza alcun senso del ridicolo, si dice però che il provvedimento ha lo scopo di «promuovere lo sviluppo della concorrenza e di rimuovere gli ostacoli all'apertura dei mercati (…) per rafforzare la giustizia sociale, la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici, la tutela dell'ambiente e il diritto alla salute dei cittadini».
Ribaltando di 180° la funzione dei Comuni e il ruolo di garanzia dei diritti svolto storicamente dai servizi pubblici locali, la gestione di questi servizi diventa una competenza esclusiva dello Stato da esercitare nel rispetto della tutela della concorrenza.
Separa le funzioni di gestione da quelle di controllo.
Mentre all'affidatario privato viene richiesta (bontà sua) una relazione annuale sui dati di qualità del servizio e sugli investimenti effettuati, ecco il tour de force che deve affrontare il Comune che, malauguratamente, scelga di gestire in proprio un servizio pubblico locale: dovrà produrre «una motivazione anticipata e qualificata che dia conto delle ragioni che giustificano il mancato ricorso al mercato»; dovrà tempestivamente trasmetterla all'Autorità garante della concorrenza e del mercato; dovrà prevedere sistemi di monitoraggio dei costi; dovrà procedere alla revisione periodica delle ragioni per le quali ha scelto l'autoproduzione.
Non contento di puntare alla privatizzazione delle gestioni, il Governo prevede anche una revisione della disciplina dei regimi di proprietà e di gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di cessione dei beni in caso di subentro, anche al fine di assicurare un'adeguata valorizzazione della proprietà pubblica, nonché un'adeguata tutela del gestore uscente. In questo contesto, il richiamo alla partecipazione degli utenti nella definizione della qualità, degli obiettivi e dei costi del servizio pubblico locale suona come la presa per i fondelli finale.
Un attacco feroce e determinato ai diritti delle persone, ai beni comuni e alle comunità locali.
Di questo si tratta. Fatto da un governo che non ha mai fatto mistero di essere al servizio dei grandi interessi finanziari e che ha preteso un Parlamento embedded per poter avere mano libera su tutte le scelte fondamentali di ridisegno della società. Per il governo Draghi non vi è alcun bisogno di governare i Comuni e le città: basta mettere tutto sul mercato.
Marco Bersani
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Uscito sul numero 235 (Dicembre 2021), a pagina 14. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
