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Archivio › Fuori Binario n. 235 · Dicembre 2021 › pagina 13

L'ANGOLO DELLA POESIA

Acre sterile stagno / Spazi immensi

Fraska · Fuori Binario n. 235, Dicembre 2021, pagina 13

Non di parto ma d'aborto non di ventre ma di testa ti generò tua madre.

T'hanno allevata

nel vuoto delle tasche e nel buio dei rancori, nutrito la tua spietata scienza di carne morta di morte violenta.

Tu sei né d'ossa né di carne su pelli troppo tenere una carezza senza grazia.

Sei arida rapina di mani vecchie e dure lamiera pesante di un amore non avuto.

E triti e rubi e - non vedi? - e non senti nella pioggia la vita feconda che esplode in specchi d'acqua.

Che farai?

Le mie figlie ballano al Sole perché chiamano all'amore loro padre il Cielo ed al calore eccitata nuovamente si tende l'erba calpestata.

E allora?

Non cogli il sentimento della carne umida di queste labbra, e a quale giogo vorrai costringere la sinuosa schiena inarcata delle mie creature?

Mangiami sulla testa sdegna i miei colori sogna le mie paure,

come violerai i ricci di queste fronde ispide?

Non con la forza strapperai le mie viscere al corpo.

Urlami nelle orecchie attenta ai miei occhi bruciami il tempo,

non hai terapia per rimediare al mio ardore.

Le mie gambe interrate sono solide radici.

Io levo un grido perché ho voce:

canto vita nuova vita nuova dissepolta vita che la storia sempre ha preferito morta.

Che offri?

Quanto spazio tiene un pugno stretto dentro?

Fra le labbra dei sospiri risposte contraddette accavallate,

negli occhi di un bambino spazi immensi.

Le lingue dei contrasti cavalieri senz'armi e nei tuoi giorni

sporchi sterili inutili spermi.

Il tuo vizio t'incatena, non t'alzi al vento come profumo ma stagni nelle fosse di trincea.

Pagina 13 del numero 235 Uscito sul numero 235 (Dicembre 2021), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero