Archivio › Fuori Binario n. 234 · Novembre 2021 › pagina 10
NATURA E INCULTURA
Il cinghiale espiatorio
"Gli animali selvatici invadono le città!" L'ennesima falsa emergenza che ci distrae dai veri problemi e prepara uno sterminio inutile.
Restiamo Animali · Fuori Binario n. 234, Novembre 2021, pagina 10
C'è una vignetta di Vauro che ben rappresenta il surreale dibattito che ha animato la recente campagna elettorale per le amministrative, specie nella capitale: si vedono alcuni cinghiali in coda all'esterno di un seggio in attesa di votare... Sì, buona parte del dibattito si è giocato attorno ad alcune foto di cinghiali ripresi in certe vie della periferia romana, con gli animali additati come segno di obbrobrioso degrado e di incapacità amministrativa. Ancora una volta, attorno a questi ungulati si è levato un rumoroso quanto superficiale allarme. Roma e altre città sarebbero vittime di un'invasione incontrollata. La ricetta per rimediare sarebbe semplice: cambiare il sindaco ed eliminare fisicamente i cinghiali. Tutto troppo banale per essere vero.
Bisognerebbe intanto domandarsi che ci fanno i cinghiali nelle vie cittadine. Ci fanno la cosa più ovvia per animali adattabili e scaltri quali sono: cercano cibo. Se non ci fosse qualcosa di commestibile a disposizione - in cassonetti semi aperti o rifiuti abbandonati - non ci sarebbero i cinghiali. E tuttavia non c'è alcuna invasione: gli avvistamenti riguardano parti di città contigue a zone verdi, dove i cinghiali circolano normalmente senza scandalizzare nessuno.
È vero che la popolazione dei cinghiali in Italia è cresciuta nel tempo: l'Ispra - l'ente che si occupa di protezione ambientale - stima che siano circa un milione (e non due milioni come spesso si proclama), ma ciò dipende dalla crescente estensione di boschi e aree selvatiche nelle campagne e montagne spopolate.
Si dice che i cinghiali "in eccesso" siano un pericolo per la circolazione stradale e un danno gravissimo per le coltivazioni ed è su queste basi che sono state lanciate campagne di abbattimento su larga scala, pensando - sbrigativamente - di risolvere lo "scandalo cinghiali" con la doppietta. Ma non funziona. Le comunità di cinghiali sono organizzate intorno a femmine dominanti che detengono l'esclusiva su estro e progenie: se viene abbattuta la matrona si scatena l'estro nelle giovani e aumentano i parti. E quando in una certa zona si riesce ad abbattere tutti o quasi tutti i cinghiali presenti, ne arrivano presto altri, perché finché c'è cibo c'è cinghiale... Ne sanno qualcosa gli agricoltori toscani, che qualche anno fa invocarono e ottennero – alleandosi ai cacciatori - una legge regionale per una campagna di abbattimenti intensivi degli ungulati, nella speranza di proteggere le proprie coltivazioni attraverso lo sterminio. Il massacro c'è stato ma non è cambiato nulla o quasi.
In breve, coi cinghiali occorre convivere, conoscendoli e rispettandoli per quello che sono: animali selvatici che vivono vicino a noi; le città si "proteggono" evitando di lasciare cibo a disposizione; gli incidenti stradali si evitano moderando la velocità e introducendo protezioni se necessario; le coltivazioni si difendono con le recinzioni, come avviene ovunque si preferisce la via della logica e della razionalità alla strada emotiva, violenta e demagogica dell'eliminazione fisica.
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Uscito sul numero 234 (Novembre 2021), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
