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Archivio › Fuori Binario n. 234 · Novembre 2021 › pagina 6

PERSONAGGI

Bruno Borghi, la vita senza padroni di un «cristiano assoluto»

L'ultima uscita di EdizioniPiagge porta la firma del magistrato Beniamino Deidda che ci regala il ritratto di un uomo straordinario

Cecilia Stefani · Fuori Binario n. 234, Novembre 2021, pagina 6

"Questo libro – bellissimo, perché insieme tenero e forte – è la biografia di un cristiano assoluto, perché uomo assoluto: sciolto, cioè, da ogni compromesso, convenienza, rispetto. Sono profondamente grato al suo autore, perché queste pagine ci riconsegnano una voce del tutto inattuale: cioè completamente fuori dall'orizzonte di valori di questo nostro tempo. E dunque una voce profetica, necessaria: capace di scardinare le nostre sicurezze, e di renderci inquieti. Di farci sentire troppo accomodanti, sicuri, cauti e prudenti: di accendere nei nostri cuori il santo fuoco della ribellione". Così scrive Tomaso Montanari nella prefazione di "Basta un uomo. Bruno Borghi. Una vita senza padroni".

Ma chi era Bruno Borghi? Per molti il suo nome si associa all'etichetta di prete operaio, che per altro lui non amava, e che in ogni caso certo non esaurisce la sua storia. Borghi fu infatti prete e operaio, lasciò poi la fabbrica e la chiesa, diventò padre, visse in Nicaragua coi sandinisti, fece il contadino e il volontario in carcere.

A un certo punto del cammino incontrò Beniamino Deidda, che da allora in poi gli fu amico e condivise con lui molte battaglie, e che oggi con questo testo ci regala la possibilità di conoscere meglio questa figura straordinaria.

Bruno Borghi visse la stessa intensa stagione di Lorenzo Milani, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, operando in prima linea, ma tuttavia è molto meno conosciuto. Questo libro colma un vuoto della storia di quel periodo, restituendoci il fermento della Firenze di allora e regalandoci "le cose belle del Borghi", come le definisce l'autore. Le "cose belle" sono le sue tante vite - legate tra loro dalla scelta evangelica e da quella, per lui conseguente, di "lotta di classe" - la sua sete di giustizia, la coerenza, la determinazione, il coraggio delle scelte più scomode.

"Basta un uomo" non è una biografia in senso tradizionale. Per costruire il ritratto di Bruno Borghi, l'autore ha dovuto fare un grande lavoro, perché Borghi ha scritto pochissimo e quasi nulla di sé, ma grazie alle testimonianze, alle interviste, ai documenti dell'epoca sgorga potente dal libro la figura di un uomo che sapeva sempre da che parte stare, ed era la parte dei poveri, degli sfruttati, dei deboli. Un'umanità che conosceva bene, per avere visto da bambino la povertà dei contadini, il lavoro duro e malpagato della madre, le violenze dei fascisti.

"… io so che devo tutto a delle donne e a degli uomini che ho incontrato: contadini...": così diceva Borghi. Questi incontri, queste radici, lo formarono più del seminario, facendo di lui "una querce", come lo definì La Pira in una lettera al papa: "non gli importa nulla della "teologia" dei professori: non scrive articoli: non fa discorsi: parla poco: prega, lavora, soffre, ama: e tutti gli operai di Firenze (tutti) lo amano effettivamente".

"Basta un uomo" attraversa tutte le vite di Borghi: il rapporto con la Chiesa, il lavoro in fabbrica, i problemi con la giustizia, il Nicaragua, l'impegno per i disabili e i carcerati. In ogni ambito in cui Borghi è intervenuto, si è sempre posto in maniera critica verso il potere e le sue emanazioni, che fossero le gerarchie della Chiesa, i padroni delle fabbriche e i giornali loro amici, lo Stato che discrimina e dimentica i propri cittadini, e anche i giudici, i tribunali e le loro leggi. Quel potere che opprime le persone, che non riconosce negli altri l'umanità e la dignità che questa sempre merita.

E per Borghi le persone, gli altri, erano il fulcro del suo essere cristiano, fino al punto di scrivere così negli ultimi tempi della sua vita: "In questo momento non mi interessa né Dio, né Gesù. Sento profondamente che è sufficiente l'esistenza di un solo uomo che esige il dono della nostra vita e della nostra lotta". Da questa frase, forte ma alla fine coerente con il dettato evangelico - "ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" - è nato il titolo del libro, che si presta comunque anche ad altre letture. Tra queste, anche quella proposta dall'autore in un incontro pubblico: "A me è bastato l'incontro con quest'uomo per mettere in discussione la mia vita… spero che basti anche a voi".

Trovate il libro online su www.edizionipiagge.it, in alcune librerie fiorentine indicate nel sito e naturalmente alle Piagge presso la bottega di EquAzione.

Pagina 6 del numero 234 Uscito sul numero 234 (Novembre 2021), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero