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Archivio › Fuori Binario n. 232 · Settembre 2021 › pagina 12

SE HAI, HAI PER DARE

Il grande imbroglio del debito pubblico

di Alessandro Tassi per MAG Firenze

Alessandro Tassi · Fuori Binario n. 232, Settembre 2021, pagina 12

Nella finanza tradizionale, gli Stati usano il debito pubblico per mercificare beni comuni e servizi pubblici. La finanza internazionale ha sempre sfruttato le crisi per imporre ai paesi del Sud del mondo le sue "riforme", un termine usato in modo distorto per sottintendere, in realtà, la svendita delle risorse comuni ai privati. Il "debito pubblico" del nostro paese è diventato impossibile da ripagare a causa degli interessi che hanno generato altro debito. La sua entità impedisce di investire in una economia più sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale e di attuare politiche che consentano di ridurre le crescenti disparità sociali.

Quello che però non ci hanno mai spiegato è che il debito pubblico non è come quello di una famiglia: si tratta, in realtà, di una semplice contropartita contabile che si incrementa ogni volta che si emette moneta, un po' come quando a Monopoli si distribuiscono le banconote prima di mettere le pedine sul tabellone.

Nella finanza critica, il denaro non è lo scopo in base al quale stabilire livelli minimi di rendimento o legare i destini di interi paesi, ma è solo un mezzo per realizzare libertà, uguaglianza e benessere condiviso prescritti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione.

La finanza tradizionale associa il denaro a un investimento da remunerare in base al rischio. Se aumenta il rischio aumenta la possibilità di perdere una parte dell'investimento, una probabilità che si è disposti ad accettare a fronte di un rendimento, il cosiddetto "premio per il rischio".

Nella finanza critica che MAG Firenze pratica, l'unico "rischio" che conta davvero è quello di perdere una buona relazione, o di non riuscire supportare un progetto di cambiamento sociale o ambientale positivo sul territorio; qui, il "rendimento" segua le logiche della creazione di tessuti comunitari e territoriali, del rafforzamento delle relazioni sociali, della partecipazione attiva dei soci. In altre parole, si investe nella cura del territorio e delle relazioni.

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Pagina 12 del numero 232 Uscito sul numero 232 (Settembre 2021), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero