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Archivio › Fuori Binario n. 232 · Settembre 2021 › pagina 10

FEDE, RELIGIONE, POLITICA

Dio lo vuole? No, Dio non c'entra

Dal ddl Zan all'omicidio di Saman Abbas: come la manipolazione delle coscienze inquina il dibattito pubblico.

Felice Simeone · Fuori Binario n. 232, Settembre 2021, pagina 10

Mia figlia è tornata a casa con un santino raffigurante un cuore sanguinante circondato da un filo spinato e infilzato da una croce: me lo ha dato il maestro di religione, mi ha detto. Ho acconsentito che mia figlia partecipi all'ora di religione perché volevo fosse esposta ad un messaggio che ritengo importante e profondo indipendentemente dalle sue implicazioni religiose.

Noi genitori siamo sempre molto esigenti sulla qualità dell'insegnamento; occuperemmo la scuola se in classe si appendessero cartine della Terra piatta. Il santino sanguinolento corrisponde ad affermare che la Terra è piatta: nessuno si è ribellato. Neanche io. La religione è forse l'unico ambito della nostra vita civile in cui non ci concediamo il dissenso. Ho pensato di scrivere al vescovo e riconsegnarli il santino. Ma poi l'uccisione di Saman Abbas mi ha paralizzato.

Saman Abbas, un'adolescente nata da genitori pakistani è stata uccisa probabilmente da un familiare perché ha rifiutato un matrimonio combinato. La stampa ha descritto la morte di Saman come un omicidio dell'Islam; già in altre vicende l'accostamento di violenza e Islam poteva sembrare evidente, ma, a ben guardare, è il patriarcato che ha armato il braccio omicida. Non possiamo negare che tante nostre vicine musulmane vivono in prigioni domestiche imposte da un'osservanza a regole che nulla hanno a che fare con la religione islamica (io, poi, credo che il patriarcato opprime anche gli uomini). Conosco il Corano abbastanza per poter affermare che l'assassinio di una adolescente non ha nessun fondamento nel messaggio di Maometto; e neanche un matrimonio combinato.

L'uso strumentale della religione per giustificare repressioni e discriminazioni pervade ampi spazi del dibattito pubblico. Le gerarchie cattoliche attaccano quotidianamente il decreto Zan che dovrebbe porre un argine al vituperio che concima l'odio verso la diversità sessuale. Ora, questi prelati, in virtù della tonaca che portano, respingono il ddl Zan in nome di Dio. Ma questa loro pretesa non ha alcun fondamento nella Bibbia. Noi laici di sinistra, lettori di questo giornale, ci siamo in genere opposti alle rivendicazioni dei chierici di qualsiasi confessione sul piano morale o etico: abbiamo perso, perché non ci sono molti argomenti da opporre a chi è convinto di agire nel nome di Dio. A questo punto, bisogna smascherare la trappola, costringere i nostri avversari ad esprimere gli argomenti terreni alla base delle loro presunte condanne divine. Cari amici Musulmani, l'omicidio di una quindicenne getta nella disperazione anche Dio; cari amici Cattolici, opprimere e discriminare è contro Dio.

Firenze è stata un centro di elaborazione profonda di queste cose. Isolotto, Barbiana, Badia Fiesolana, Piagge. Don Milani ci ha insegnato che l'istituzione dei cappellani militari è incompatibile con il messaggio evangelico: come si possono benedire le armi? Ernesto Balducci ci insegna la distinzione fra ciò che della religione è cultura, e ciò che è Fede. La cultura è un fenomeno sociale, e quindi discutibile, transitorio: viene dall'uomo; è in questo ambito che le istituzioni religiose giustificano il patriarcato, il dominio, il controllo, la discriminazione, la violenza. La Fede è il rapporto di un individuo con Dio, difficilmente cristallizabile in atteggiamenti collettivi.

Mi sembra che a questo punto si apra un orizzonte inedito nella lotta politica e culturale per gli anni a venire: sottrarre la Fede alle religioni; espropriare i prelati del monopolio della religione, liberare i cedenti dalla sottomissione. "La teologia della liberazione" diceva Balducci, "è la presa di coscienza, mai compiuta e sempre da rinnovare, delle cause che rendono subumano un uomo, anzi un popolo. E della necessità morale di lottare per la liberazione nei modi resi possibili dalle circostanze."

Pagina 10 del numero 232 Uscito sul numero 232 (Settembre 2021), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero