Archivio › Fuori Binario n. 231 · Estate 2021 › pagina 8
MEMORIA E CULTURA
Sant'Apollonia: gli anni '70 scritti sul muro
Le pareti del chiostro raccontano una stagione di antifascismo militante e solidarietà coi popoli oppressi
Corrado Marcetti · Fuori Binario n. 231, Estate 2021, pagina 8
Le scritte degli anni Settanta, scolorite ma resistenti, parlano di lotte e repressioni. Stanno nel loggiato inferiore, stratificate con guazzabugli grafici, e solo approfondendo la memoria si può farle riaffiorare. E allora emerge un mondo: giovani pugliesi, calabresi, sardi, con grossetani, spezzini e folti gruppi di greci, iraniani, kurdi che affollano la mensa di Santa Apollonia. Un nuovo segmento sociale studentesco che si misura con l'inadeguatezza dei servizi e degli spazi dell'Università di massa, col mercato immobiliare, col costo della vita. E con l'incapacità della sinistra istituzionale di raccogliere la spinta trasformativa di questi "strani studenti" che si organizzano autonomamente e si collegano con le diverse realtà in lotta nell'università e nella città.
La mensa di Sant'Apollonia è un megafono di controinformazione su quanto avviene in città. Gli strumenti di comunicazione variano; oltre alle scritte ci sono i datzebao, i volantoni, gli interventi alle radio del movimento, gli striscioni appesi in città, come quello per la liberazione degli arrestati calato dal campanile di Giotto. Il fulcro di una delle lotte più radicali del ribollente paesaggio universitario fiorentino degli anni '70 fu l'aula al primo piano dove si riuniva il Comitato studenti proletari della mensa, dedicata a Roberto Franceschi, ucciso dalla polizia durante una manifestazione a Milano il 23 gennaio 1973.
Alcune scritte sopravvissute riportano alla stagione dell'antifascismo militante e della solidarietà internazionale con i popoli oppressi. Fu questo un terreno di forte coesione con chi proveniva dai paesi sotto il giogo delle dittature militari. Le scritte in greco, ancora numerose, testimoniano l'opposizione al regime dei colonnelli, responsabile della sanguinosa repressione della rivolta del Politecnico di Atene del 17 novembre 1973. Non era raro veder cacciare dalla mensa le spie di quel regime. Lo stesso accadeva per quelle della Savak, la polizia segreta dello Scià. Ci sono scritte a sostegno di chi in Spagna lottava contro la dittatura franchista e ricordano la costante partecipazione ai cortei antifascisti e i durissimi scontri con le forze dell'ordine del 1975 e '76. Sui muri del chiostro compare ancora la richiesta di liberazione dei compagni arrestati in seguito alle occupazioni temporanee della mensa e degli uffici dell'Opera Universitaria.
Nel biennio '76-'77 la mobilitazione interna si intrecciò ancora di più con le facoltà in lotta, con le occupazioni di case e di alcuni alberghi dismessi nel centro della città da parte di studenti fuorisede e giovani senza alloggio. La mano dei cancellatori è stata solerte nel rimuovere le scritte sul duro confronto del Movimento col PCI, che tentò in tutti i modi di disinnescare un modello autonomo di lotta che, per intensità, fu una delle espressioni più importanti del '77 fiorentino.
Le lotte alla mensa durarono fino al 1981. Poi, la morsa della repressione soffocò ogni insorgenza di conflitto.
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Uscito sul numero 231 (Estate 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
