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TORTURA

Ministero parte civile contro gli agenti di San Gimignano

Redazione · Fuori Binario n. 230, Giugno 2021, pagina 9

Delle torture subite da un detenuto nel carcere di San Gimignano che hanno portato al rinvio a giudizio di cinque agenti penitenziari ne abbiamo parlato nel numero di marzo. Oggi la buona notizia è che il ministero della Giustizia si è costituito parte civile al processo contro gli accusati, oltre che di tortura, anche di lesioni aggravate, falso ideologico, minacce aggravate e abuso di potere nei confronti di un detenuto tunisino durante un trasferimento coatto di cella nel 2018.

L'inchiesta partì da una lettera di denuncia del pestaggio inviata all'associazione Yairaiha Onlus, che è una delle sette parti civili costituite, insieme ad Antigone, al Garante nazionale per i detenuti e all'Altro diritto. Nell'ambito della stessa inchiesta altri 10 agenti penitenziari sono stati condannati in primo grado con rito abbreviato per tortura e lesioni aggravate in concorso con pene da 2 anni e 3 mesi a 2 anni e 8 mesi.

Nelle motivazioni del giudice Jacopo Rocchi depositate nei giorni scorsi si spiega che i reati di tortura e lesioni sono stati "commessi in virtù del medesimo disegno criminoso rispondente alla volontà di realizzare una spedizione punitiva nei confronti del detenuto". Forse, proprio tali motivazioni, insieme alla sentenza, avrebbero spinto il ministero della Giustizia a cambiare idea e a richiedere la costituzione di parte civile nel rito ordinario.

Pagina 9 del numero 230 Uscito sul numero 230 (Giugno 2021), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero