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DIRITTO ALLA CASA
Sfratti, 5.000 famiglie in pericolo
Diritto alla casa? Vince la proprietà. Anche a Firenze dal 1° luglio scade la sospensione imposta dalla pandemia: politiche fallimentari e un patrimonio inutilizzato condannano tanti alla disperazione. Di Giuseppe Cazzato / Rete Antisfratto Fiorentina.
Giuseppe Cazzato · Fuori Binario n. 230, Giugno 2021, pagina 5
Dal 1° luglio ed entro la fine dell'anno circa 5.000 famiglie fiorentine perderanno la loro casa a causa della ripresa degli sfratti dopo la sospensione dovuta alla pandemia. Le nuove misure previste dal Governo non tengono conto delle situazioni di disagio economico che costringono alla morosità - causa predominante in tutte le procedure di sfratto - e servono solo ad evitare gli ingorghi che potrebbero esserci dopo oltre un anno di sospensione delle esecuzioni.
A Firenze, gli ultimi dati disponibili del Ministero degli Interni, fermi al 2019, quindi prima della pandemia, contavano a Firenze 2.877 richieste di esecuzione e 802 nuove convalide, di queste l'85% dovute a morosità, a dimostrazione che anche prima della pandemia la vera causa del disagio abitativo era l'alto costo degli affitti e l'assenza di efficaci politiche abitative. Ci sono poi tutte le procedure iniziate durante la pandemia, delle quali non abbiamo numeri precisi ma che si stimano con un aumento del 30% rispetto al 2019 e quindi porterebbero almeno 1.500 nuovi sfratti da gennaio 2020 a giugno 2021 che sommati a quelli pre-pandemia porterebbero alla cifra di oltre 5.000 gli sfratti eseguibili entro il 31 dicembre. Ancora una volta il Potere sposa le ragioni della proprietà e della rendita speculativa, meritevoli di maggior tutela rispetto a quelle degli inquilini in difficoltà e del diritto alla casa.
Un immobilismo colpevole
Dal 1° luglio potranno quindi essere eseguiti tutti gli sfratti emessi prima della pandemia, si prevede poi un blocco fino a settembre 2021 per quelli emessi tra il 28 febbraio 2020 e il 30 settembre 2020 e per quelli emessi tra il 1° ottobre 2020 e il 30 giugno 2021 il blocco termina a fine anno. Il dato che a noi interessa di più è che nell'immediato, a pandemia e in crisi economica in corso, a Firenze potranno essere eseguiti oltre 3.500 sfratti. Numeri enormi, una vera emergenza sociale che per essere superata necessita di misure incisive.
È stata invece affrontata con un sostanziale immobilismo, principalmente da parte dell'amministrazione comunale di Firenze, che non ha prodotto risultati apprezzabili sia per il contenimento delle morosità che per garantire una nuova casa alle famiglie sfrattate.
L'analisi dei movimenti
La Rete Antisfratto Fiorentina chiede la messa in campo tutte le risorse disponibili affinché venga garantito il passaggio da casa a casa ai nuclei sotto sfratto i quali, per reddito e condizione familiare, avrebbero diritto a una casa popolare, per esempio mettendo a disposizione il patrimonio degli enti pubblici o che hanno forme di controllo o vigilanza pubblici. Provvedere quindi in tempi brevi, all'individuazione di un primo elenco di immobili pubblici inutilizzati, al fine di una rapida destinazione per recupero e riuso ai fini di edilizia residenziale pubblica a partire da quelli degli enti previdenziali che possiedono a Firenze cospicui patrimoni, a partire dai 90 alloggi di proprietà dell'Inps vuoti e in procinto di essere venduti. Prevedere interventi di graduazione delle esecuzioni affinché esse vengano programmate solo in relazione del passaggio da casa a casa.
Politiche fallimentari
Quanto fatto finora per contrastare le morosità, nonostante l'aumento dei fondi che il Comune ha avuto a disposizione, si è rivelato insufficiente sia per l'esiguità delle risorse rispetto alle richieste degli inquilini, che per le modalità di erogazione che hanno escluso molte famiglie dalla possibilità di accedere ai bandi perché spesso non è possibile certificare il nesso causale tra la morosità e la diminuzione del reddito familiare per la pandemia.
Lo stesso fallimento si è avuto con la possibilità di ricontrattazione del canone a fronte di benefici fiscali per il proprietario, misura che ha interessato un numero limitato di famiglie e in molti casi anche dopo la ricontrattazione molte persone colpite pesantemente dalla crisi non sono state in grado di continuare a pagare il canone e si sono ritrovate morose.
Un patrimonio inutilizzato
Oltre a queste, che sono le uniche misure concrete a disposizione delle famiglie, c'è stato solo un florilegio di annunci a mezzo stampa del sindaco Dario Nardella, dalla guerra agli affitti turistici alla necessità di ripopolare il centro storico, dalla fantomatica Agenzia della Casa, oggetto sconosciuto rimasto tale a quasi un anno dall'annuncio, ai recenti 1.366 alloggi, contrabbandati come nuove risorse messe in campo per fronteggiare la nuova emergenza mentre sono sempre gli stessi rivangati da anni e che rappresentano invece lo specchio dell'incapacità di una gestione efficiente del patrimonio pubblico.
Tutti gli alloggi in dirittura di arrivo derivano infatti da progetti datati, quelli di via Schiff addirittura da un progetto della giunta Primicerio, quelli di via Torre degli Agli su progetto del 2012 e hanno già i futuri destinatari, per i 600 alloggi Erp esistono finanziamenti pre pandemia e sarebbe da rilevare solo lo scandaloso ritardo nel loro recupero che vede a fronte del forte bisogno abitativo oltre 800 alloggi vuoti.
Fuori tempo massimo
Le stesse misure messe in campo dalla Regione a fine aprile 2021 sono fuori tempo massimo e non sono sufficienti. È stata annunciata la creazione di una task-force tra Regione, Comuni e Sindacati con il compito, positivo, di monitorare la situazione ma con il limite di non disporre di risorse. Disposta anche la ricognizione del patrimonio immobiliare inutilizzato che poi potrà essere acquistato o preso in locazione per dare casa a chi non ce l'ha, con il limite però dei massimali di costo notevolmente inferiori a quelli di mercato. Per questo motivo il Comune di Firenze ha perso 15 milioni regionali del 2019.
Tardano invece ad arrivare le modifiche alla legge regionale sull'Erp, modifiche necessarie dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale l'esclusione dai bandi per chi non ha una presenza storica sul territorio, ritardo che impedisce ai Comuni la pubblicazione dei bandi senza il rischio di contenzioso.
A questa situazione si aggiungono le difficoltà con le quali si trovano ad operare i lavoratori dell'Ufficio Casa del Comune di Firenze costretti a gravosi carichi di lavoro a causa di una cronica carenza di personale e da maggio senza direttore e con la responsabile organizzativa in maternità. In queste condizioni dovranno affrontare le prossime importanti scadenze senza le necessarie indicazioni operative e senza la supervisione sulla correttezza giuridico formale delle procedure.
Le proposte
Per la Rete Antisfratto occorrono infine soluzioni strutturali alla sofferenza abitativa, in aumento a causa delle conseguenze economiche e sociali dovute alla pandemia, che dovranno configurarsi con un programma reale e concreto di incremento dell'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale con progetti per il riutilizzo del patrimonio pubblico dismesso, finalizzando per questi obiettivi le risorse del Recovery Plan, ma è anche necessario ridisegnare l'attuale normativa sulle locazioni per una regolamentazione del mercato degli affitti che riporti i canoni alle capacità reddituali delle famiglie e dei lavoratori.
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Uscito sul numero 230 (Giugno 2021), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
