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FIRENZE RIBELLE
Pio Baldelli, l'intellettuale e la controinformazione
Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 230, Giugno 2021, pagina 10
La sua casa fiorentina di via dell'Oriuolo è stata per anni un crocevia di studenti, attivisti, intellettuali e scrittori che si fermavano a discutere con lui, a ideare iniziative, a organizzare proteste e manifestazioni. Prima che ci lasciasse il 20 giugno del 2005, all'età di 82 anni, il sociologo Pio Baldelli è stato a lungo un punto di riferimento imprescindibile per gli ambienti dell'estrema sinistra italiana. Ma dobbiamo ricordarlo soprattutto per essere stato il padre della controinformazione. Fu infatti il primo, in Italia, a capire che per combattere lo strapotere esercitato dalle classi dominanti attraverso i mass media era necessario conoscerne a fondo i meccanismi e le tecniche. Il suo libro più famoso, Informazione e controinformazione del 1972, fu un testo dirompente per l'epoca, perché riuscì ad analizzare le strutture borghesi dei media e il rapporto informazione-controinformazione in alcuni avvenimenti centrali di quegli anni.
Dopo aver insegnato a lungo storia del cinema alla facoltà di Magistero di Firenze, Baldelli aveva cominciato a sfidare lo scetticismo delle facoltà umanistiche inventandosi corsi di teoria e tecnica delle comunicazioni di massa. Chi ha avuto la fortuna di frequentare le sue affollatissime lezioni ricorda il suo eloquio energico, appassionato, elegante e documentatissimo, con cui riusciva a creare una forte tensione intellettuale, spaziando a ruota libera dalla musica popolare alla politica, dal cinema alla letteratura. Il suo lavoro di studioso è sempre stato connesso a doppio filo alla sua figura di militante nelle battaglie dell'estrema sinistra: è praticamente impossibile risalire al numero esatto di testate giornalistiche e radiofoniche di sinistra delle quali diventò direttore responsabile, pagando spesso personalmente, con querele e processi, la libertà di pensiero di cui si era fatto garante.
Andai a trovarlo a casa sua, un giorno di settembre del 2002, per farmi firmare i moduli per l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti. Lo trovai stanco e malato ma ancora pieno di voglia di lottare.
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Uscito sul numero 230 (Giugno 2021), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
