Archivio › Fuori Binario n. 228 · Aprile 2021 › pagina 12
RESTIAMO ANIMALI
La vita che neghiamo ai piccioni
Cibo, acqua, pulizia e coccole.
Camilla Lattanzi e Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 228, Aprile 2021, pagina 12
Ma perché ce l'abbiamo tanto con i piccioni? La sindaca di Fiesole, imitando altri colleghi, ha emesso da poco un'ordinanza che multa fino a 500 euro le persone che danno loro del cibo. Si criminalizzano pretestuosamente le persone che amano i piccioni, mentre l'ente pubblico continua a non assumersi le sue responsabilità con alternative sostenibili e rispettose.
Alessandro Lamuraglia conosce i piccioni come nessun altro perché nella vita ne ha recuperati tanti, li ha rimessi in forze e li ha liberati. Alcuni però hanno scelto di restare con lui diventando suoi conviventi. Perché, esattamente come altri animali domestici, tutto quello che desiderano i piccioni è mangiare buon cibo, avere dell'acqua in cui lavarsi, vivere con serenità la vita di coppia a cui tengono sopra a ogni altra cosa.
I piccioni vivevano su rupi e scogliere, ma gli umani li hanno prelevati e snaturati fin dall'antichità (6-10.000 anni fa) per utilizzarli come messaggeri e a scopo decorativo, costruendo per loro apposite colombaie. Solo 200 anni fa sono stati abbandonati a loro stessi, e hanno cercato di adattarsi rimanendo accanto a chi li aveva custoditi fin da tempi remoti, ora però da randagi e mendicanti.
La soluzione - dice Alessandro - sarebbe un atto di responsabilità collettivo, gestito dagli enti locali, come accade in alcune città straniere: preparare case adatte a loro (le colombaie), fare finalmente un serio controllo delle nascite (sostituzione delle uova) e somministrare cibo specie-specifico. Potrebbero occuparsene le associazioni, le scuole, gli studenti di biologia o scienze forestali.
Alessandro documenta le sue esperienze con foto e video per creare una nuova cultura, fatta di rispetto, assistenza e cura, non di dominio o di sterminio. E ci racconta la storia di Pada Cruzada, un piccione che è stato sempre in voliera, rimasto vedovo due volte e due volte riaccoppiato, che da quando è diventato disabile è stato coccolato, servito e riverito fino al suo ultimo giorno all'età di 22 anni. Ecco cosa vogliono i piccioni.
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Uscito sul numero 228 (Aprile 2021), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
