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Archivio › Fuori Binario n. 228 · Aprile 2021 › pagina 12

FUORI SCAFFALE

I russi sono matti. Viva i russi!

Amore, seduzione, potere e byt.

Giuliana Mesina · Fuori Binario n. 228, Aprile 2021, pagina 12

Il 2021 è incontestabilmente l'anno dei russi, non solo perché ricorre il bicentenario della nascita di Dostoevskij, e sarebbe già ragione sufficiente, ma soprattutto perché stiamo vivendo un tempo folle e talmente oscuro da farci sentire spiritualmente in linea con quel particolarissimo umore che solo la letteratura russa sa evocare in noi. Chiunque abbia letto un romanzo russo si sarà trovato immerso in un bislacco catalogo umano, in un'oscurità infernale che non riguarda solo chi vive ai margini, ma è elemento costitutivo della condizione umana, il tutto spesso condito da una specie di umorismo straniante e al contempo tragico, ineguagliabile. Si dice che chi legge un romanzo russo non si riprenda mai dal malessere eterno che vi scopre: e per fortuna, aggiungiamo.

Tutto questo lo descrive superbamente Paolo Nori in "I russi sono matti. Corso sintetico di Letteratura Russa", un libro singolare e molto simile al suo autore, ironico a volte fino al nonsense, ma bravissimo nel trasmettere la sua passione per gli scrittori russi. Nonostante il sottotitolo, non bisogna pensare di trovarsi di fronte a un manuale classico o a un testo accademico. Paolo Nori è un grande studioso, traduttore e conoscitore della letteratura russa, una delle più grandiose mai esistite, anche se limitata a meno di due secoli, dal 1820 al 1991, anno in cui si dissolse formalmente l'Unione Sovietica.

Nori ha affinato un suo personalissimo stile di divulgazione, grazie all'amore per il paradosso, per l'aneddoto fulminante, per l'ironia intelligente. In questo libro c'è un distillato di tutto il suo amore per i russi, matti e per questo seducenti; un programma di viaggio nella steppa letteraria attraverso tre sentieri simbolici: l'amore, il potere e il byt (termine russo intraducibile che si riferisce alle piccole cose del quotidiano e al senso più alto che assumono nel nostro spirito). Fidiamoci dei russi, perché come dice Viktor Šklovskij: "Persone felici non ce ne sono".

Paolo Nori, I russi sono matti. UTET 2020 [librichegirano.blogspot.com]

Pagina 12 del numero 228 Uscito sul numero 228 (Aprile 2021), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero