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Archivio › Fuori Binario n. 228 · Aprile 2021 › pagina 4

SUICIDI, IL FENOMENO

4.000 suicidi in Italia. Manca la prevenzione

I fattori di rischio al tempo della pandemia. Che fare?

Redazione · Fuori Binario n. 228, Aprile 2021, pagina 4

In Italia si registrano ogni anno circa 4.000 morti per suicidio, di cui ben il 78,8% sono uomini. Sia per gli uomini che per le donne il tasso di suicidio aumenta con l'età: 20 casi ogni 100.000 abitanti tra gli anziani di età superiore ai 70 anni e 4 casi ogni 100.000 tra le ultra70enni. Tra i giovani il suicidio è, purtroppo, una delle prime cause di morte. L'Istituto Superiore di Sanità ha stilato un documento sul fenomeno, ecco i punti principali.

Il rischio ai tempi del Covid

Il pericolo che l'attuale crisi sanitaria possa causare anche un aumento dei suicidi è uno scenario molto probabile. Sono ancora sconosciuti gli effetti a lungo termine del distanziamento fisico, del confinamento in casa, della convivenza con una familiare affetto da Covid, nonché delle limitazioni all'accesso ai servizi sanitari e di prevenzione e cura. I ceti sociali più svantaggiati, in particolare, soffrono di più a causa della perdita del lavoro o della riduzione del reddito. Tutto questo, unito alla paura di essere positivi al Covid e di ammalarsi e/o di far ammalare i propri cari, ha generato un forte stato d'ansia e preoccupazione per il futuro che si ripercuoterà inevitabilmente sulla salute mentale della popolazione e rischia di impattare anche sul rischio di suicidio.

Pandemia e fattori di rischio

Tra i fattori di rischio specifici legati alla pandemia, senza pretesa di esaustività, si può elencare il distanziamento sociale, che può aver esacerbato i problemi di salute mentale; il consumo di alcol; la violenza domestica; la restrizione delle libertà personali; la paura del contagio, lo stress e burnout per medici e operatori sanitari; il ruolo di un'informazione tossica che può aumentare paura e ansia (vedi accanto); la riduzione dei servizi dedicati alla prevenzione e cura del disagio mentale e del suicidio (ne abbiamo parlato nel numero 227 di Fuori Binario) e, naturalmente, la crisi economica, la disoccupazione, la precarietà.

Cosa si può fare?

Il filo che lega tutti i fattori di rischio per il suicidio è l'incertezza e la perdita di speranza per il futuro. Il suicidio si può però prevenire se si riesce a intervenire sulla sofferenza psicologica e a ridare speranza alle persone in crisi. Il suicidio è il risultato di molti fattori (genetici, biologici, individuali e ambientali) e la malattia psichiatrica non è l'unico fattore di rischio, pertanto le politiche di prevenzione del suicidio non possono essere confinate al solo ambito sanitario ma devono tener conto anche dei potenziali fattori di rischio a livello di contesto sociale, economico e relazionale. Inoltre, devono essere considerati anche gli effetti destabilizzanti sulle persone con le quali il suicida era in relazione; i survivor, cioè coloro che sono stati colpiti da un lutto in seguito ad un suicidio, presentano più frequentemente senso di colpa, e sentimenti di rifiuto e abbandono rispetto a chi ha perso qualcuno per cause naturali.

In Italia manca la prevenzione

Nonostante la prevenzione del suicidio sia stata individuata come obiettivo prioritario dai maggiori organismi internazionali, solo pochi Paesi nel mondo hanno sviluppato una strategia nazionale per la prevenzione del suicidio e l'Italia non è ancora tra questi. Le politiche di prevenzione devono prevedere un approccio multisettoriale inserito nel contesto sociale, economico e relazionale. Necessaria, infine, l'individuazione dei principali fattori di rischio a livello locale con interventi mirati anche a livello di comunità.

Pagina 4 del numero 228 Uscito sul numero 228 (Aprile 2021), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero