Archivio › n. 227

Archivio › Fuori Binario n. 227 · Marzo 2021 › pagina 8

GIUSTIZIA

Volontari in carcere (per tacer dei somari)

Gli uomini e le donne di Pantagruel a sostegno di chi vive il dramma del carcere.

Salvatore Tassinari · Fuori Binario n. 227, Marzo 2021, pagina 8

L'associazione Pantagruel nasce a Pistoia, promossa da Giuliano Capecchi, sul finire del secolo scorso, e svolge volontariato nel carcere della città. Nel 2001 si trasferisce a Firenze, e da quel momento opera nella casa circondariale di Sollicciano, mentre dal 2016 inizia a svolgere volontariato anche nel carcere a sorveglianza attenuata Mario Gozzini (il cosiddetto Sollicianino). Lo scopo che Pantagruel, per statuto, si prefigge è quello di difendere i diritti dei detenuti, di fatto in gran parte disattesi nella vita quotidiana del carcere. Soltanto il diritto alla libertà dovrebbe essere sospeso, mentre tutti gli altri, dal diritto al lavoro al diritto allo studio, dal diritto alla salute a quello all'affettività, dovrebbero essere garantiti. Così purtroppo non è.

Gli inizi

All'inizio dell'attività fiorentina, Pantagruel è una piccola associazione e la sua attività in carcere è promossa da un piccolo gruppo di volontari. È a partire dal 2008 che si verifica una crescita progressiva, tanto che nel giro di pochi anni entra in carcere un numero cospicuo di volontari, che assicurano la presenza dell'associazione ogni giorno della settimana. L'attività principale è quella dei colloqui con i detenuti e le detenute che ne facciano domanda. Ognuno dei nostri volontari si prende cura di un certo numero di persone, che accompagna durante l'esecuzione penale, offrendo loro sostegno e aiutandole a ripensare la propria vita, in vista del reinserimento nella società. Questi colloqui, peraltro, sono sicuramente un contributo al "trattamento" previsto dalla Costituzione.

Quasi tutti gli altri interventi nascono, invece, dalla progressiva caduta della funzione pubblica nella gestione della pena; sono infatti sostitutivi di servizi che dovrebbero essere forniti dall'amministrazione, nel rispetto delle norme dell'ordinamento, le cui previsioni sono nei fatti totalmente disattese (dal lavoro riconosciuto come fondamentale per la rieducazione, e il conseguente reddito guadagnato, all'abbigliamento). I nostri interventi sono articolati in progetti e servizi.

La poesia delle bambole

Il progetto più antico, risalente al 2001 e tuttora attivo, è "La poesia delle bambole", consistente nell'attivazione di un laboratorio nel carcere femminile di Sollicciano, ove si avvicendano gruppi di detenute impegnate alla costruzione di bambole di stoffa secondo il metodo steineriano. Dal 2004 è stato aperto, presso la sede dell'associazione in via di Mezzo 39/r, un altro laboratorio di bambole che ospita detenute in semilibertà o in affidamento, o anche ex-detenute che devono affrontare il problema del reinserimento sociale. I risultati sono stati notevoli: rispetto all'elevata percentuale di recidività, nessuna delle detenute passate attraverso il nostro laboratorio è ritornata in carcere.

Educare con gli asini

Un secondo progetto, che Pantagruel gestisce in collaborazione con l'Associazione Volontariato Penitenziale (AVP), è il "Progetto Francesco", relativo alla gestione di un magazzino all'interno del carcere dove vengono raccolti capi di abbigliamento destinati ai detenuti indigenti, reperiti dai nostri volontari nel territorio dell'area fiorentina. L'amministrazione penitenziaria fornisce soltanto la biancheria del letto. Il progetto Francesco distribuisce, su richiesta, anche i francobolli, ora fornitici da una congrua offerta dell'amministrazione delle Poste.

Gestiamo, poi, il progetto interno al carcere femminile "Educare con gli asini", che prevede la cura di due asinelle, presenti nell'area verde di Sollicciano, da parte di alcune detenute, seguite da una operatrice psicologa e da nostri volontari, con la disponibilità di un veterinario per l'assistenza agli animali. Le detenute curano quotidianamente le asinelle, con queste praticano un rapporto affettivo molto importante per la loro salute psichica. Di quando in quando le asinelle vengono condotte nel Giardino degli Incontri, dove si svolgono le visite dei familiari ai congiunti detenuti, spesso con la presenza dei bambini, cui le asinelle offrono una nota diversa e inaspettata. La finalità più ambiziosa di questo progetto è quella di favorire l'uscita in permesso delle nostre "asinare" (così chiamiamo le detenute addette a questo progetto), che accompagnano, insieme con l'operatrice, le asinelle presso ludoteche, scuole dell'infanzia, mercati, feste di paese, ecc.

Gli "spiccioli" fondamentali

Quanto ai servizi che assicuriamo in carcere, così a Sollicciano come al Gozzini, il più importante è quello di fornire gratuitamente gli occhiali ai detenuti che ne hanno necessità, e non hanno risorse economiche né familiari che possano provvedere.

Provvediamo poi a fornire i mezzi indispensabili per rendere reale il diritto assoluto di comunicare con i familiari e col difensore, ma che rischia di essere un diritto negato per mancanza della risorsa necessaria per sostenere il costo della telefonata, che noi offriamo a richiesta nella misura di 5 euro. Sempre per i detenuti indigenti sosteniamo la spesa per acquisire la cartella clinica, o materiale sanitario prescritto dal medico ma non fornito dalla Asl. Ai detenuti che dispongono non più di 1,5 euro e che da tempo non dispongono di fondi, forniamo a richiesta 10 euro per acquistare il tabacco, un caffè, una cartolina, un giornale e così via.

Un'esigenza di civiltà

Come abbiamo già detto, la nostra attività non ha una finalità assistenziale, anche se si esprime nelle azioni ricordate, ma risponde ad una "esigenza di civiltà", di fronte ad una situazione che non può essere passivamente accettata. Una situazione in cui sono disattesi dignità e diritti dei detenuti, in una città, patria di Cesare Beccaria, che fu la prima nel mondo ad abolire la pena di morte e ad impostare un politica penitenziaria particolarmente avanzata.

I progetti e i servizi di cui sopra vengono finanziati con i contributi ricorrenti della Regione Toscana, dei comuni di Firenze e Scandicci, della Tavola Valdese, della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze, e di quella di Pistoia e Pescia, e con i contributi straordinari di Caritas, Banca di Cambiano, e delle altre associazioni di volontariato, come il Muretto della Comunità delle Piagge, l'AVP, l'Altro Diritto, oltre di singoli cittadini e dei soci della nostra associazione.

Pagina 8 del numero 227 Uscito sul numero 227 (Marzo 2021), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero