Archivio › Fuori Binario n. 227 · Marzo 2021 › pagina 3
RESIDENZE NEGATE, LE STORIE
Senza casa e quindi senza diritti
Il paradosso di Mauro e Giuseppe. Un decreto del Governo Renzi colpisce chi è disperato. Chi non ha alternative all'occupazione è tagliato fuori.
Stefania Valbonesi e Giuseppe Cazzato · Fuori Binario n. 227, Marzo 2021, pagina 3
Mauro, nato a Palermo, muratore, sposato e separato. La coppia abitava nelle case popolari. I due si separano e la casa rimane a moglie e figli. Mauro perde la casa e il lavoro. "Dopo una settimana che dormi su una panchina - spiega - è difficile lavorare sulle impalcature". Unica possibilità, una casa occupata. Almeno un tetto sulla testa, si potrebbe pensare. Ma ecco che scatta un altro inghippo, l'art.5 del Decreto Renzi-Lupi (47/2014) che ha disposto che "chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l'allacciamento ai pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo".
"Mai nella storia repubblicana un governo si era spinto a tanto, guidato da un odio di classe estremo non ha esitato a stravolgere il dettato costituzionale, espellendo dallo Stato di diritto e privando del diritto basilare all'esistenza migliaia di persone costrette a vivere in alloggi occupati per l'alto costo degli affitti e per il fallimento delle politiche abitative" dicono dai sindacati di base.
Il contrasto con le norme costituzionali e con la legge anagrafica è risultato da subito evidente agli stessi uffici ministeriali che hanno prontamente inoltrato tramite le prefetture precise indicazioni per risolvere l'intricata questione. L'atto di risoluzione emanato con nota n.633 del 24/2/2015 del Ministero dell'Interno oltre a rilevare che "l'argomento in oggetto ha assunto profili alquanto controversi" conclude affermando che "i principi sanciti dalla legge anagrafica, in particolare dal chiaro disposto dell'art.2 della L.1228/1954, dispongono che tutte le persone che vivono e continueranno a vivere stabilmente sul territorio di un comune debbano essere iscritte all'anagrafe di quel Comune. Poiché il criterio generale e prevalente del "luogo di dimora abituale" non può essere applicato a coloro che abitino in un immobile occupato abusivamente, non è possibile individuare altra soluzione se non l'iscrizione "per domicilio", in analogia con le persone senza fissa dimora. Tale soluzione, garantisce il rispetto del diritto all'iscrizione anagrafica e, di conseguenza, di tutti i diritti costituzionalmente garantiti per i quali essa costituisce il presupposto fondamentale."
Inoltre, il Decreto Minniti (14/2017) prevede che "In caso di occupazioni abusive di immobili, in presenza di persone minorenni o bisognose di aiuto, a tutela delle condizioni igienico-sanitarie il Sindaco potrà consentire, in deroga ai divieti previsti dall'art. 5 del decreto legge 47/2014, il rilascio della residenza e l'allacciamento a pubblici servizi".
Nonostante queste possibilità l'amministrazione comunale di Firenze continua a negare tout court le residenze a chi occupa le case pur sapendo che la persona è presente sul territorio comunale e che dimora stabilmente nell'immobile occupato dove ha dichiarato di abitare.
Risultato? Chi si trova in questa situazione non ha la residenza. Anche se la persona è nata a Firenze e l'amministrazione avrebbe l'obbligo in via residuale ad iscriverlo in anagrafe. È il caso di Giuseppe che, nato a Firenze, si ritrova a non avere una casa e ottiene la residenza in via del Leone come senza fissa dimora. Poi, per avere un tetto sulla testa, si ritrova a occupare una casa, nel frattempo non ottemperando all'obbligo di firma mensile e venendo cancellato dalla residenza di via del Leone. Si presenta nuovamente all'anagrafe per la reiscrizione, ma la sua richiesta viene rigettata. Per il Comune non può essere iscritto in via del Leone perché ha dimora stabile nella casa occupata, non può averla nella casa occupata per l'art.5 del decreto Lupi, e nulla conta che essendo nato a Firenze dovrebbe comunque essere iscritto nell'anagrafe del Comune di nascita. Gli viene negata l'iscrizione. Punto e basta.
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Uscito sul numero 227 (Marzo 2021), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
