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UN MONDO GANZO È POSSIBILE
E finalmente il mare
Fabio Bussonati · Fuori Binario n. 227, Marzo 2021, pagina 13
Chi vive vicino al mare non avrebbe bisogno di cercare parecchio per trovare la fonte di energia capace di generare la forza motrice necessaria ad un vivere civile: con le brezze marine, sia di terra che di mare, un mulino a vento lavora praticamente tutto il giorno. Ma il mare gioca col vento ed è innamorato della Luna, basta una brezza leggera e nel giro di mezz'ora alza le onde già di mezzo metro, onde che lavorano la pietra per fare sabbia e sassi tondi fino dalla notte dei tempi, fino alla fine del tempo senza chiedere nulla a nessuno, e la Luna che tenta di raggiungere tutte le volte che gli passa di sopra.
Nelle pause tra le vacanze potrebbe darci una mano lasciandoci trasformare l'energia dell'onda in energia elettrica, che ce ne serve parecchia. Ora accade (quindici anni fa) che in un paese lontano, ma poi neanche tanto (in Danimarca) sanno come prendere le onde. Funziona così: c'è un'isoletta galleggiante con un bagnasciuga sintetico che fa salire l'onda in un catino in alto, da lì l'acqua ridiscende facendo girare una dinamo. Ne servono tante per costituire fattorie energetiche marine, cambia il paesaggio ma in modo temporaneo e poi tante isoline galleggianti che tolgono la forza alle onde possono rallentare l'erosione dei litorali ed essere la salvezza dei pedalò alla deriva.
In Alto Adriatico il mare si alza anche di un metro e poi ripiomba giù un metro sotto il livello che è proprio del mare; in tutto sono due metri, non è tanto se pensiamo ai sedici metri dell'Oceano Atlantico sulla Manica, ma non è poco se pensiamo a quanto pesa una nave e s'alza due volte al giorno e due volte al giorno ricala, è un'esercizio di tutto rispetto e si può usare il peso delle navi sospese nella loro discesa per pompare l'aria compressa nelle paratie mobili di Venezia.
E di questo bisogna ringraziare la Luna.
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Uscito sul numero 227 (Marzo 2021), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
