Archivio › Fuori Binario n. 227 · Marzo 2021 › pagina 12
RESTIAMO ANIMALI
Animali e diritto alla città. La felicità dei \"non umani\"
Camilla Lattanzi e Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 227, Marzo 2021, pagina 12
Che cos'è, dunque, una città? Forse i suoi palazzi, i suoi monumenti, le sue strade e le sue piazze storiche? O anche le periferie, le vie senza storia, le frazioni più lontane, i condomìni popolari? E che dire dei giardini, dei parchi, dei corsi d'acqua; degli alberi e dei fiori?
E chi sono gli abitanti della città? Quelli insediati nelle zone prestigiose, magari con ruoli di comando, i più stimati e conosciuti, i più potenti? O anche quelli che non fanno notizia, che frequentano luoghi sconosciuti, che non hanno da esibire né averi né poteri, che hanno case comuni o ne stanno cercando una o magari proprio una casa non ce l'hanno? E siamo sicuri che non ci siano altri abitanti della città? Se anche piante, alberi, giardini e parchi fanno parte della città, allora fra i suoi abitanti dovremmo considerare anche gli storni, gli scoiattoli, i cinghiali e i caprioli, i tassi e gli istrici, le gazze e i piccioni e poi cani, gatti e tanti altri animali.
Una città è un sistema complesso e il modo di percepirla, raccontarla e anche viverla è legato alla dimensione del potere. Chi meno ne ha, meno è percepito, meno è raccontato e peggio vive.
A ribaltare il punto di vista, osservando le cose da sotto, dai lati e anche da sopra (per chi sa volare), si capisce tutto meglio. Per esempio che quanto più una città tiene conto dei suoi abitanti considerati marginali, tanto più essa sarà vivibile, democratica e capace di futuro.
Pensiamo agli ultimi degli ultimi nella gerarchia sociale: gli animali non umani. Se la città fosse progettata e vissuta pensando anche a loro, sarebbe ricca di giardini, di parchi, di piante, di vie verdi e di specchi d'acqua; ogni albero avrebbe la dignità che merita, in quanto essere vivente; ogni spazio verde sarebbe collegato agli altri; asfalto e cemento dovrebbero arretrare; l'automobile non sarebbe più la padrona della scena.
In una città così, ci sentiremmo tutti meglio. Per esempio.
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Uscito sul numero 227 (Marzo 2021), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
