Archivio › n. 287

Archivio › Fuori Binario n. 287 · Settembre 2026 › pagina 3

DIRITTO ALL'ABITARE

Montedomini è affar loro

A Firenze le case destinate ai fragili vanno ai turisti. Dopo le dimissioni dei responsabili le politiche sociali sono da rifondare

Redazione · Fuori Binario n. 287, Settembre 2026, pagina 3

Per i fiorentini Montedomini è da secoli simbolo di accoglienza per bambini, orfani, anziani e persone in difficoltà. La storia recente mette l'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Montedomini (così si chiama oggi) al centro di uno scandalo in cui la missione storica dell'ente si perde e a pagare pegno sono proprio i poveri. La Campagna "Salviamo Firenze per viverci", di cui anche la nostra testata fa parte, il 15 luglio scorso ha scoperchiato il Vaso di Pandora: alcune delle case, frutto di lasciti per alleviare le pene dei più fragili, sono state deliberatamente messe sul mercato degli affitti brevi e tolte a chi ne aveva bisogno.

Quel giorno, le attiviste e gli attivisti del movimento a difesa del diritto all'abitare hanno scoperto in via Guelfa 81 alcuni appartamenti di proprietà di Montedomini destinati ai turisti. Le logiche del profitto sono state privilegiate rispetto a quelle dell'assistenza e dell'accoglienza. Nei contratti di affitto troviamo infatti le parole che mai avremmo voluto leggere: "In deroga a quanto previsto, in considerazione della ubicazione degli immobili in zona di elevato interesse turistico, il locatore (Montedomini, ndr) consente sin d'ora al conduttore (chi vince il bando, ndr) di destinare gli immobili oggetto di locazione strutture ricettive extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione". E questo non è accaduto solo per l'appartamento di via Guelfa. Da ulteriori approfondimenti, risulteranno poi altri 23 appartamenti dati in affitto turistico a gestori che in alcuni casi possono trarre - conti alla mano - un guadagno fino a 4 o 5 volte il canone pagato all'Asp. Sono emersi addirittura 30 appartamenti vuoti, mentre i poveri muoiono sulle panchine della città (ricordate Ciro e Marco in piazza Tasso?).

I meriti del controllo popolare esercitato dalla Campagna Salviamo Firenze per Viverci

Nei giorni e nelle settimane successive la denuncia di Salviamo Firenze è successo di tutto. Maurizio Frittelli, presidente dell'Asp, ha difeso la scelta come necessaria per raccogliere risorse. La sindaca Sara Funaro prima si è allineata, sottolineando la legittimità della scelta ma, subito dopo, schiacciata dallo scandalo e dando così ragione alle denunce dei cittadini, ha annunciato un cambiamento radicale che prevede la revisione del regolamento: solo affitti lunghi nel futuro e gli alloggi sfitti saranno destinati al Piano abitare Firenze.

I tempi cambiano, una cosa che andava bene ieri non va più bene oggi, soprattutto se la gestione "turistica", "speculativa", degli appartamenti destinati ai poveri emerge dai cassetti polverosi (e poco trasparenti) in cui è stata relegata e finisce sui giornali. Uno sconquasso per la politica fiorentina. Eppure Funaro dovrebbe conoscere a menadito ciò che accade nell'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona della città. Oltre ad essere stata fedele assessora al welfare con Dario Nardella, la sindaca in passato è stata vicepresidente di Montedomini e membro del consiglio di indirizzo dell'omonima Fondazione. Il cambio repentino di linea - "stop agli affitti turistici per Montedomini" - è arrivato solo dopo il controllo popolare, così ci piace definirlo, di Salviamo Firenze, attiva nel far emergere le scelte che, dai finti studentati di lusso, ai dilaganti b&b, ai residence di alta gamma, hanno reso difficile abitare in una città dove negli ultimi sei anni gli affitti sono aumentati del 49%. Non è la prima volta che la sindaca segue le indicazioni della Campagna, l'anno scorso, ad esempio, dopo un'altra denuncia di Salviamo Firenze, l'abbiamo vista a favor di stampa e tv con le cesoie in mano, mentre trincia le key box dagli appartamenti in cui i turisti trovano le chiavi delle loro stanze. Nonostante ciò, definisce una "macchina del fango" l'operazione trasparenza di Salviamo Firenze (e delle opposizioni che a ruota, e giustamente, le chiedono conto del suo operato).

Lo scandalo non è confinato solo a chi ha gestito Montedomini (Maurizio Frittelli e il suo predecessore Luigi Paccosi, oggi sorprendentemente a capo di Casa spa, le case popolari per intendersi, dovrebbero dimettersi all'istante), ma riguarda l'intera gestione sociale della città e quindi l'amministrazione comunale, nelle persone della sindaca Sara Funaro e dell'assessore al sociale e alla casa Nicola Paulesu. Naturalmente è coinvolta anche la maggioranza che li sostiene, visto che i 3/5 del consiglio di amministrazione di Montedomini sono nominati proprio dal Comune. E non è un caso che i mal di pancia di alcune forze politiche delle maggioranza siano stati soffocati sul nascere. Tutti hanno fatto quadrato, con l'auspicio di riformare un sistema senza pagarne dazio, secondo il motto piegati giunco che passa la piena.

Dal nostro osservatorio in strada, di persone che avrebbero diritto ad un'accoglienza a 360 gradi, anche con le risorse di Montedomini, crediamo di meritare trasparenza, politiche e risorse adeguate ai bisogni dei fragili (e non solo) e un'amministrazione capace di mettere al centro le persone e non più gli interessi di pochi. Forse, se quelle case di via Guelfa fossero andate a chi ne aveva diritto, il nostro Stefano sarebbe ancora vivo (l'approfondimento è accanto).

P.S. In questa vicenda colpisce il silenzio dell'associazionismo fiorentino. Tranne alcune virtuose eccezioni, la Comunità delle Piagge ad esempio, si preferisce glissare. Alcuni, interpellati, temono ripercussioni dall'amministrazione che potrebbe tagliare loro fondi, servizi e strutture. Si respira un brutto clima che auspichiamo possa essere superato al più presto. A chi soffre il declino della città serve aria fresca.

Pagina 3 del numero 287 Uscito sul numero 287 (Settembre 2026), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero