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FEMMINISMI
Comunque nude
Marta Benettin · Fuori Binario n. 287, Settembre 2026, pagina 12
Una sera mi hanno chiesto: "Tra le statue negli spazi pubblici fiorentini - strade, piazze, giardini - quante donne ti vengono in mente?" Non una in particolare. Mi sono appellata alle Madonne, una scorciatoia facile. "E se togliamo quelle?" Vuoto.
Firenze, in realtà, non è un caso isolato. Secondo i dati del progetto di mappatura dei monumenti femminili italiani realizzato dall'associazione "Mi Riconosci", nelle principali città italiane oltre il 90% delle statue rappresenta uomini. Se si escludono le figure religiose, la percentuale femminile scende sotto il 5%.
Un problema non solo quantitativo, ma di come sono rappresentate quelle poche donne.
Quando compaiono, infatti, sono quasi sempre giovani, sinuose, discinte o nude. Raramente riconoscibili per ciò che hanno fatto o rappresentano.
Due casi emblematici: "La Spigolatrice di Sapri" (2021) di Emanuele Stifano: una figura che dovrebbe raccontare la fatica e la povertà delle donne che spigolavano il grano, trasformata invece in un corpo dai vestiti aderenti, glutei scolpiti, posa erotizzata. Una storia collettiva ridotta a decorazione anatomica.
E poi la "Fontana a Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli", realizzata da Mario Vinci nel 2003, che raffigura le due giornaliste - uccise mentre facevano il loro lavoro - completamente nude. Perché? È difficile immaginare un monumento a un giornalista privo di abiti... riuscite a figurarvi una statua di Indro Montanelli nudo all'angolo di una via?
Ci sono alcune eccezioni, come "Sguardo Fisico" (2022), statua a Milano dedicata all'astrofisica Margherita Hack, realizzata guarda caso da una donna, Daniela Olivieri, ma in generale lo spazio pubblico continua a trasmettere il messaggio: agli uomini la storia, alle donne il corpo, di preferenza giovane e scoperto.
Per approfondire: "Comunque nude", libro scritto a più mani dall'associazione Mi Riconosci. https://www.miriconosci.it/mappa-dei-monumenti-femminili-italiani
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Uscito sul numero 287 (Settembre 2026), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
