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Archivio › Fuori Binario n. 286 · Estate 2026 › pagina 11

LAVORO

Vietato scioperare

Sgomberato il picchetto alla Acca di Seano: la polizia contro i lavoratori in difesa di un'azienda sotto processo per caporalato e frode fiscale. (foto di Giovanni Tarducci)

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 11

Lo Stato interviene: vietato scioperare, permesso evadere e sfruttare.

È andata a finire così la vertenza simbolo dello sfruttamento nei macrolotti pratesi, aperta dai Sudd Cobas alla Acca di Seano, una delle principali aziende di logistica della moda, la prima ad aver ottenuto, tre anni fa, la cacciata dei caporali e il lavoro di otto ore per cinque giorni. Le Forze dell'Ordine sono intervenute per sgomberare il picchetto e permettere ai pronto moda di Prato di riprendersi la merce. Gli stessi pronto moda che pochi giorni prima avevano aggredito i lavoratori in sciopero, mandandone uno all'ospedale, gli stessi che avevano diffuso via chat un appello ad alzare il tiro dello scontro: "I cinesi insorgono e mettono in ginocchio il sindacato dei 3000 lavoratori neri. Domani ci sarà un grande raduno dei cinesi; se questa volta avremo successo, non potranno più bloccare le merci. Chi ha subito torti in passato non perda questa occasione".

Questo raduno poi non c'è mai stato, non ce n'è stato bisogno, perché due giorni dopo, il picchetto è stato sgomberato dalle Forze dell'Ordine. Ma quale sarebbe questo "torto" subito dai pronto moda? I contratti di 8 ore per 5 giorni, le ferie e la malattia pagate, i contributi, in breve la nostra Costituzione e lo Statuto dei Lavoratori.

Acca è un simbolo, per noi come per loro, perché qui, nel 2023 si sono iniziati a portare a casa i risultati, dando il coraggio ad altri di fare lo stesso. Ci volle un anno per iniziare a vedere i primi contratti, un anno fatto di aggressioni notturne sotto casa, con caschi, bastoni, lividi, fratture, pronto soccorso, sangue. Un anno fatto di picchetti, di operai che uscivano dal magazzino quando entrava il caporale, di solidali che accompagnavano a casa i lavoratori all'uscita dal turno serale, per evitare gli agguati.

In quell'anno di violenza, i lavoratori di Acca hanno continuato a denunciare e a chiedere contratti giusti. Tredici persone che hanno mostrato un coraggio incredibile, ottenendo la regolarizzazione per tutti i colleghi e aprendo così la strada alla trasformazione del macrolotto.

È questa trasformazione che, di fatto, viene negata con il blitz di Seano. La Acca è un'azienda di logistica e bloccare le merci significa bloccare il processo produttivo. È l'unico modo per scioperare, e invece lo Stato interviene per liberare quelle scatole e farle trasportare da altri. Che cos'è questo se non vietare il diritto di scioperare?

Alla Acca ci lavorano cento persone con contratti giusti, da tre anni e ora l'azienda decide di chiudere, ma il lavoro c'è. Con ogni probabilità chiude per poter riaprire da un'altra parte con turni di 10/12 ore, sette giorni su sette. Una storia che a Prato si è vista tante volte: "Sfrutta, evadi, scappa". E Acca infatti è sotto processo per sfruttamento e caporalato, oltre ad essere al centro di un'indagine della Procura Europea per una frode fiscale da 71 milioni.

"Se non ci ribelliamo, quello che oggi fanno a noi, domani lo faranno ai vostri figli". Me lo aveva detto un operaio due giorni prima al picchetto nel piazzale della fabbrica.

Nouman ha 24 anni, da quattro anni è in Italia, sfruttato prima nelle campagne del sud, poi nel distretto tessile di Prato, fino a che si sindacalizza e inizia ad avere una vita oltre il lavoro. Lo rivedo sul marciapiede, davanti al cancello sbarrato da quattro camionette, ha un megafono in mano e ogni tanto intona uno slogan.

Penso alla sua forza, penso a quanto perderemo tutti se permetteremo allo Stato di essere, ancora una volta, forte con i deboli e debole coi forti.

Penso che su quel marciapiede arroventato della zona industriale ci sia un baluardo di democrazia e legalità, da difendere con le unghie e con i denti, prima che vengano a prendere anche noi.

Pagina 11 del numero 286 Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero