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CULTURA
Un futuro di \"bimbi educanti\"
Attivo a Pisa un progetto educativo esperienziale, dove si impara esplorando il mondo e conoscendo se stessi e gli altri.
Laura Tabegna · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 9
A prima vista sembra un gioco di parole, anzi un refuso. Chi sono i bambini educanti? Di sicuro, conoscere le attività che svolgono fa venire voglia di tornare piccoli. Ma oltre al gioco, esiste una filosofia profonda, che racconta un nuovo modo di fare pedagogia. I bambini educanti saranno i nuovi cittadini, coloro che insegneranno alla società del futuro a guardare il mondo con occhi nuovi.
Il progetto "Bimbi Educanti" nasce a Pisa nel 2018 da un'intuizione di Floriana Craus, psicologa, musicoterapeuta, esperta di educazione in natura, lingue straniere e antropologia. Con un gruppo di colleghe e genitori, la dottoressa Craus fonda l'associazione OltreLaNascita per accogliere una richiesta importante di supporto alla genitorialità per bambini in età prescolare che arrivava dal territorio.
Descritta attraverso le sue competenze e i suoi titoli accademici, Floriana potrebbe sembrare un'eminenza grigia irraggiungibile. In realtà, la sua qualità maggiore è quella di saper leggere le persone nel cuore, riuscire a fidarsi di loro e così dare loro la possibilità di trovare o ritrovare la fiducia in se stessi.
Dopo la pandemia, infatti, Floriana ha accolto l'appello lanciato da Antonio Quarta, senza dimora e collaboratore di Fuori Binario, di adottare il proprio cagnolino, che esposto alle intemperie rischiava di morire. In quell'occasione la psicologa ha aperto le porte anche ad Antonio, ospitandolo nell'appartamento prima utilizzato come b&b e, cosa ancora più importante, coinvolgendolo in progetti di supporto a persone con difficoltà, esperienza che lo ha fatto rinascere.
Coltivate con la stessa umanità, sono fiorite anche le attività per bambini educanti, da 3 a 10 anni. Floriana ha elaborato un progetto di educazione diffusa, per nutrire l'apprendimento attraverso l'esperienza, tenendo a mente il motto latino: Non scholae sed vitae discimus (Non impariamo per la scuola, ma per la vita, ndr).
"Portiamo i bambini – ha detto la psicologa - a conoscere la loro città, che non significa solo visitare monumenti, ma anche dialogare con gli artigiani del quartiere e conoscere i capolavori che li circondano attraverso il gioco. Partecipiamo ad attività in collaborazione con i servizi educativi pisani e l'Università di Pisa. Organizziamo cacce al tesoro sul tema degli egizi e degli etruschi. Si tratta di un apprendimento olistico, che rende consapevoli i bambini del sé e del loro corpo nello spazio".
La curiosità viene assecondata e i piccoli lavorano seguendo le proprie inclinazioni, non per direttività. "I nostri bimbi – continua - hanno ricostruito i musei pisani in miniatura e un percorso mostra dove hanno fatto da ciceroni. Il risultato è che anche quando entrano in contesti strutturati, i piccoli non delegano agli altri la visione di se stessi. Quando i ragazzi non vengono visti – spiega ancora -, si genera in loro ansia e dipendenza dall'altro, per cercare qualcuno che li aiuti a definirsi. I nostri ragazzi sono stimolati a prendere consapevolezza delle proprie emozioni".
Il metodo non vuole diventare appannaggio di un sistema elitario, solo per chi se lo può permettere, ma una comunità aperta a tutti, dove sono presenti anche tanti bilingue con famiglie di culture diverse. "Questo fenomeno – conclude Floriana - non genera diffidenza, ma uno scambio forte con un ottimo sviluppo relazionale. Un piccolo seme per un futuro migliore".
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Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
