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INFINE
Sciopero quindi sono
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 284, Maggio 2026, pagina 16
Sono una donna. Sono cinese.
Inizia così il suo discorso un'operaia del macrolotto pratese, il primo giorno degli Strike Days organizzati dai Sudd Cobas nel distretto tessile: una staffetta che rivendica diritti di capannone in capannone e che, solo il primo giorno, con 20 scioperi ha ottenuto la firma di 15 accordi.
Alla fine della prima giornata, nel buio di una zona industriale che è terra di nessuno, questa operaia minuta ha voluto fare un discorso ai compagni seduti davanti a lei, iniziando con la definizione del suo essere oppressa: "Io sono una donna. La seconda cosa è che sono una cinese. Quindi, per chiedere il vostro aiuto ho dovuto avere tanto coraggio ed essere contro questo capo. Però alla fine siamo riusciti a farlo e veramente non pensavo fosse così liscio. Non ne avevo idea, non capivo cosa significasse uno sciopero. Ero una donna disperata, ho perso il lavoro e ho pianto tanto perché mi ha buttato fuori senza motivo. Mi ricordo quella sera, che ero disperata e sono andata da Francesca e Margherita (sindacaliste Sudd Cobas, n.d.r.) e mi hanno detto: non ti preoccupare, ti aiutiamo noi. E poi è andato tutto a posto. È stata una sorpresa. E ho aiutato anche il mio collega Aafaq".
È andata così. Il 17 aprile il sindacato Sudd Cobas inizia gli strike days, scioperano in una fabbrica, mettono su un picchetto, poi due, poi tre e così via. In uno di questi picchetti questa donna stava protestando, si legge sulle pagine social dei Sudd Cobas "contro un licenziamento ingiusto e per i diritti che non le erano mai stati riconosciuti: un orario umano, un contratto giusto. Aafaq, un suo collega pakistano, si è unito allo sciopero. Quando era già buio, con le tende già pronte per passare la notte davanti ai cancelli, è stato firmato l'accordo. Otto ore, cinque giorni, contratti indeterminati".
Sembra facile, liscio, ma in realtà è il frutto di anni di sindacalizzazione nei macrolotti pratesi. "La paura è tirannia – scrivono i Sudd Cobas - ma il coraggio è contagioso".
Quel coraggio che gli invisibili del sistema moda ci sbattono in faccia ogni giorno, oltre le razze, i generi, le nazionalità. Quel coraggio di chi sa che in fondo il mondo è diviso solo in due categorie: gli oppressi e gli oppressori.
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Uscito sul numero 284 (Maggio 2026), a pagina 16. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
